INDIGNAZIONE


 

Monta in me l’indignazione.

Il Paese sembra pervaso da un’onda di schizofrenica ipocrisia. I media parlano solo delle maialate di Berlusconi e di cronaca nera, sorvolando sui veri problemi in cui ci dibattiamo.

I giovani non trovano lavoro e vivono sempre più spesso grazie all’aiuto dei genitori. I genitori a loro volta perdono il lavoro e non sanno più come tirare avanti se stessi ed i figli. Il governo latita, perso dietro a riforme della Giustizia che non interessano a nessuno.

Marchionne serafico, dopo aver estorto ai sindacati la fine delle posizioni conquistate negli anni del benessere, annuncia di voler portare a Detroit la sede della FIAT. Il Governo si limita a convocare un incontro per parlarne di fronte ad un tavolo di tarallucci e vino. Se fosse successo in Francia, se Renault o Peugeot avessero timidamente proposto di spostare le loro sedi all’estero, ci sarebbe stata una sollevazione e il Presidente avrebbe bloccato tutto, minacciando il ripristino della ghigliottina.

A Roma muoiono quattro bambini Rom nel rogo della baracca in cui sono accampati e tutti noi ci indignamo. Sindaco Alemanno e Presidente Napoletano si impegnano a far costruire case decorose per i nomadi romani. Non possiamo che essere d’accordo: la casa è un diritto di tutti. Ma quando a Bologna è morto di freddo un bambino di genitori italiani, costretti a vivere per strada, nessuno si è impegnato a trovar loro una casa. Anzi, si è pensato solo a distruggere quella famiglia portando via gli altri figli ai genitori. Due pesi e due misure: vi par giusto? A me no e ribollo di indignazione.

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2 commenti su “INDIGNAZIONE

  • L’ultimo caso FIAT è a dir poco vergognoso, mi chiedo come Marchionne possa guardarsi allo specchio la mattina, senza provare disgusto.
    Ai telegiornali si sente sempre più spesso parlare di argomenti futili, non mi riferisco solo alle vicende private di B. , ma a tutti i servizi spazzatura che ci rifilano giorno per giorno. Ormai l’informazione televisiva non è più tale, da mesi non si sente più nominare la parola crisi, che fino a qualche tempo fa sentivo almeno venti volte in un giorno. Evidentemente ne siamo usciti.
    Capisco e condivido la tua indignazione.

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