Dubbio e Fede

 

Si dice che la persona coraggiosa non sia quella che affronta i pericoli con sprezzo. L’incoscienza infatti non è parente del coraggio e non ha merito. Coraggioso è invece colui che affronta la paura e l’oscurità e le sconfigge.

Anche il navigante che affronta il mare senza timore e rispetto si dice che non sia un vero marinaio.

Così la persona di fede non è quella che si adagia nella propria religione, dandola per scontata con incrollabile certezza. Chi ha davvero fede è colui che ogni giorno affronta il dubbio, mettendo razionalmente in discussione le proprie certezze, così da ritrovare in sé sempre nuove le ragioni della fede.

Perché quello verso l’energia intelligente che chiamiamo Dio è un cammino che non ammette soste, né tranquillità, né certezze, che ha bisogno di rinnovarsi continuamente.

La fede non è abitudine, la fede non è effimera sicurezza contro le difficoltà della vita, bensì un continuo confronto con se stessi, immergendosi nel profondo del proprio io alla ricerca del volto nascosto di Dio. Per accorgersi che quel volto è uguale al nostro, che anzi è il nostro, la nostra essenza eterna.

L’incontro con l’intelligenza che muove il “gran mar de l’essere” (Paradiso, II, 113) non è facile né scontato, non tutti i giorni può avvenire, perché ha bisogno di un silenzio che il fragore degli avvenimenti quotidiani rende difficile. Ma quando avviene, ecco che il volto nascosto si manifesta, irradiando intorno una luce serena, infondendo una commossa certezza che genera fede e fiducia. La ragione si piega allora di fronte all’incontro con l’inspiegabile, che succede con un’evidenza così palpabile da dissolvere ogni dubbio. Ecco allora che la conoscenza ci avvolge con una consapevolezza rinnovata ed il cosmo spalanca i suoi misteri, inchinandosi all’irruzione della Sapienza.

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