Vergine Madre

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,umile e alta più che creatura,termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che’l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,per lo cui caldo ne l’eterna pace così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face di caritate, e giuso, intra i mortali,se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,che qual vuol grazia e a te non ricorre,sua disianza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fiate liberamente al domandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate.”
(Par. XXXIII, 1-21).Vergine e madre, figlia del figlio, umile e alta, termine fisso di una decisione eterna: in Maria i contrari si uniscono e si dissolvono. Ventuno versi Dante dedica all’inno mariano più sublime che mai sia stato scritto: numero mistico, del quale ho ampiamente parlato ne La Lingua degli Angeli, ma che coincide con quel ventunesimo capitolo dell’Apocalisse che vede la Gerusalemme Celeste discendere dal cielo come una Sposa:
“Poi vidi un cielo nuovo e una terra nuova. Il primo cielo infatti e la prima terra sono scomparsi, e il mare non è più.E vidi la Città Santa, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da presso Dio, pronta come una Sposa abbigliata per il suo Sposo, E udii venire dal Trono una gran voce che diceva: Ecco la tenda di Dio con gli uomini ed abiterà con loro, ed essi saranno suo popolo ed Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né lutto, né grido, né pena esisterà più, perché le cose di prima sono scomparse” (Ap. XXI, 1-4). Il mistero della Sposa è iscritto nel Cantico di Salomone:
“Tutta bella sei tu, amica mia,né v’è difetto in te.Vieni dal Libano, mia sposa,vieni dal Libano, vieni!” (Cantico, 4,7-8)
Maria è la Fonte della Vita: i simboli si rincorrono in Dante, nell’Apocalisse e nel Cantico. “Di speranza fontana verace…” (PAR. XXI,12)”Io darò gratuitamente dall’acqua della vita…” (Ap. XXI,,6)”Sorella mia, sposa, sorgente chiusa, fontana sigillata…” (Cantico 4,12) In ebraico la parola usata per sorgente equivale a onda: dunque la sposa è un’onda che si solleva dal mare dello spirito, un’onda che trasporta la Parola come un’arca preziosa e ne diffonde la potenza.

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