Un “Festival” delle Religioni: ma scherziamo?

A Firenze dal 2 al 4 maggio si tengono una serie di incontri e manifestazioni che hanno per tema comune il rapporto fra le religioni. Molti interventi sono autorevoli e di grande interesse. Ma trovo sinceramente aberrante che si sia voluto chiamare Festival un appuntamento al quale partecipano invece persone serie. Così si mettono le religioni e la spiritualità di cui sono portatrici sullo stesso piano della frivolezza stucchevole di Sanremo, o dei concorsi di bellezza per le miss di qualunque tipo. No, questo proprio non mi va giù. Il sacro non può divenire merce da offrire in mostra, non può esser messo in passerella o sugli scaffali di un supermercato. Una cosa è il dialogo ed il confronto, un’altra la mercificazione.

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