Il mio contributo al Millenario di San Miniato al Monte

 

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Il saggio ripercorre le vicende costruttive della basilica, inquadrandole nel contesto religioso, politico e culturale dei secoli XI e XII, avanzando ipotesi sulle fasi dei lavori e sui committenti. Particolare attenzione viene data allo studio dei simboli e della geometria sacra, individuandone la matrice nel neoplatonismo scaturito dalla cosiddetta Scuola di Chartres.

Il tema di fondo è quello dell’Architettura sacra.

Non tutta l’architettura a carattere religioso infatti è un’architettura sacra. Il mondo moderno ha perso la dimensione del sacro e con essa la capacità di costruirne gli edifici.

L’architettura sacra è compenetrata nel Mistero; essa racchiude in sé le misure dell’universo ed i suoi ritmi.

Un edificio sacro è un Tempio, cioè uno spazio ritualmente circoscritto, all’interno del quale il tempo perde il suo potere, soggiogato dall’irruzione dell’eternità. Costruito secondo regole cosmiche, il Tempio diventa una Porta del Cielo.

Nel Millenario della rifondazione della basilica di San Miniato al Monte a Firenze, che il vescovo Ildebrando volle nel 1018, il simbolismo impresso in questo straordinario monumento ci dimostra cosa sia un’architettura sacra, quale potenza arcana se ne sprigioni, quali effetti sia capace di indurre sulla mente e sulla psiche, indirizzandoci consciamente o inconsciamente verso una dimensione di assoluta quiete ed armonia. Nell’edificio sacro ogni passione si placa e l’anima si nutre del respiro che l’ha generata. La basilica di San Miniato al Monte è il prototipo di un’architettura sacra.

 

 

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