Angeli e diavoli

 

 

Tra le molte migliaia di angeli che si trovano nei vari mondi ci sono quelli che sono esistiti dall’inizio stesso del mondo, in quanto essi sono parte immutabile dell’Essere Eterno e dell’ordine fisso dell’universo. Questi angeli in un certo senso costituiscono i canali dell’energia attraverso i quali la grazia divina sale e scende nei mondi.

Ma ci sono anche angeli che vengono costantemente creati di nuovo, in tutti i mondi…L’individuo  che prega o rivolge la mente verso il Divino,nel far ciò dà origine a un angelo, il che è come un protendersi da parte dell’uomo verso i mondi superiori. Questo angelo, legato nella sua essenza all’uomo che lo ha creato, vive tuttavia in una diversa dimensione dell’essere…

Proprio come ci sono angeli santi, formati e creati dal sistema del sacro, ci sono anche angeli distruttivi, chiamati demoni o diavoli, che sono le emanazioni di quel collegamento dell’uomo con quegli aspetti della realtà che sono l’opposto della santità. Anche in questo caso le azioni dell’uomo e il suo modo di vita, in tutti i suoi aspetti, creano degli angeli, ma essi sono di un altro tipo: questi sono angeli nemici” (Adin Steinsaltz “La rosa dai tredici petali. Un incontro con la mistica ebraica”, Firenze, Giuntina, 2000).

 

La mistica ebraica è capace di raggiungere profondità alle quali noi cristiani fatichiamo ad arrivare. Questo brano di Adin Steinsaltz ne è prova evidente. Le sue considerazioni ci aprono infatti un orizzonte nuovo.

 

La parola veicola l’energia del pensiero e possiede perciò una innata potenza creatrice. Questa potenza modifica il continuum spirituale in cui siamo immersi ed ha la capacità, se correttamente indirizzata, di modificare anche quello della materia. La preghiera interiore emana un’energia potente che, se trasportata dal suono della parola, diventa addirittura possente. Quando più voci in preghiera accordano i loro suoni, l’energia si amplifica ancora. Le preghiere che si avvalgono di formule sacre, come il rosario mariano, vanno recitate ad alta voce e, se si è in più d’uno, all’unisono. Allora non si tratta più di ripetizione meccanica di una formula, ma dell’emanazione di energia allo stato puro. Pensate a quanta energia si racchiude nella modulata sonorità del canto gregoriano.

Quando preghiamo recitando una formula sacra, cerchiamo dunque di farlo ad alta voce e contempliamo con l’occhio della mente i suoni che, trasformati in fiori angelici, ascendono alla loro dimora spirituale, recando inni di lode al loro Signore. Quando innalziamo la nostra preghiera per qualcuno, l’angelo che formiamo si reca da costui e lo investe della nostra energia. Quando preghiamo per qualcosa, l’angelo modifica il continuum spirituale, come l’onda muove la superficie dell’acqua, e lo spirito mosso dall’energia angelica può cambiare il sistema inesplicabile della causa e dell’effetto, alterare impercettibilmente ma significativamente lo spazio – tempo ed i rapporti stessi che regolano la materia. L’Amore veicolato dalla preghiera fa sì che lo Spirito modifichi la realtà, con effetti che la gente comune definisce “miracoli”.

Le parole dettata dall’ira o dall’odio, e ancor più le maledizioni, generano diavoli, dal greco diaballo cioè “divido”, e questi alterano consapevolmente l’armonia del continuum. Ma attenzione: questi diavoli si accaniscono anche contro chi ha dato loro vita. Una maledizione colpisce sempre chi la lancia e rompe l’equilibrio del suo essere, allontanandone lo spirito dal corpo. Lo spirito è infatti l’energia sottile che lega l’anima al corpo e se il legame si allenta l’anima non è più in grado di rigenerare, come avviene ad ogni istante, la vita nel corpo.

La credenza popolare secondo cui l’odio consuma è dunque vera: l’ira e l’odio generano diavoli che colpiscono non solo lo spirito, ma il corpo stesso di chi ha dato loro vita. Lo squilibrio fra spirito e corpo produce infatti tumori e malattie.

Al contrario ogni benedizione ricade anche su chi la impartisce e rinsalda l’armonia dell’essere umano, che è costituito dall’equilibrio fra anima, spirito e corpo. Questo triplice ritmo armonico è quello stesso dell’Eterno.

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