Architettura Sacra

Tutto in noi ed attorno a noi è energia che vibra. Ci sono luoghi sulla terra che definisco sottili, perché in essi la vibrazione che emerge dalle profondità telluriche si sposa con quella siderale e pare allentare e rendere sottile la barriera che separa la terra ed il cielo, la materia e lo spirito. In questi luoghi l’uomo ha sempre cercato di esaltare le energie naturali, attraverso manufatti, monoliti, dolmen, circoli di pietre; in seguito templi e cattedrali sempre più elaborati ma sempre costruiti secondo i ritmi del cosmo e soprattutto secondo i numeri che lo regolano. “Tutto hai disposto secondo misura numero e peso”, recita il Libro della Sapienza, dove la misura non è che numero ordinato secondo un progetto. L’edificio sacro, secondo la tradizione, ha sempre rispecchiato il progetto che Dio ha impresso nel cosmo, sia con l’abside rivolto a oriente, incardinato sul sole, sia con la pietra disposta secondo proporzioni armoniche uguali a quelle musicali delle sfere celesti. Questa tradizione non si è persa, ma si è dimenticata, per lasciare posto ad un individualismo progettuale esasperato, a forme volutamente disarmoniche e dissonanti. Spesso le chiese moderne sono riconoscibili solo dalla forma stravagante, dove la stessa croce viene torta e piegata a forme innaturali.

Tre domande io mi pongo.
Quante colpe hanno le chiese occidentali e quella cattolica innanzitutto, in questa ricerca di modernità a tutti i costi, che dimentica la tradizione e le esigenze dello spirito? La mia risposta è che la Chiesa ha molte colpe, ogni volta che si preoccupa più dell’aspetto sociale della sua missione che di quello spirituale. Aiutare i deboli e gli emarginati anche i laici lo sanno fare e spesso lo fanno meglio, ma introdurre nel mistero della resurrezione chi altri potrà farlo?
E’ sufficiente che una chiesa sia un’opera d’arte per diventare un luogo sacro? La mia risposta è no: può essere un edificio affascinante, una poesia che esprime l’individuale anelito all’infinito del suo progettista, ma non per questo diventerà un luogo che aiuti ogni spirito a riconoscere il cielo da cui proviene.
E’ sufficiente che una chiesa sia funzionale allo svolgimento della liturgia per diventare un luogo sacro? La mia risposta è ancora una volta no: anche un magazzino vuoto può ospitare un rito, ma non per questo aiuterà lo spirito a prendere il sopravvento sulla materia ed a risuonare con la stessa vibrazione della musica celeste.

In conclusione non tutta l’architettura a carattere religioso è architettura sacra. Il mondo moderno ha smarrito infatti la dimensione del sacro e di conseguenza la capacità di costruire edifici ad essa connaturati. L’architettura sacra è iniziatica, compenetrata del mistero; essa racchiude in sé le misure dell’universo ed i suoi ritmi; raccorda le vibrazioni che emergono dagli abissi della terra con quelle che provengono dalle profondità degli spazi siderali. L’architettura sacra spalanca le porte dell’infinito e introduce l’uomo nella dimensione luminosa dello spirito che non ha tempo: per questo basiliche e cattedrali sono sempre state considerate le Porte Celesti.

Renzo Manetti

Condividi l'articolo

5 commenti su “Architettura Sacra

  • scusi l’impertinenza ma la domanda mi sorge spontanea: sarebbe in grado di riconoscere un luogo sottile, progettare secondo le regole e costruirvici sopra una chiesa che risponda alle armoniche? la seguo con affetto MezzaBarba

  • Quando ti trovi in un luogo sottile, lo avverti. E’ come una vibrazione, come un soffio di brezza che il tuo spirito asseconda. Alcuni di questi posti inducono una grande serenità, altri una grande inquietudine. Da alcuni vorresti scappare, in altri vorresti piantare tre tende, una per Gesù, l’altra per Mosé e la terza per Elia…
    Progettare e costruire un edificio sacro in un posto così: vorrei provarci, non so se ne sarei capace perché credo sia solo Iddio che detta le regole definitive e per apprenderle non basta la tradizione, ma è necessaria un’intima e pura unione con Lui.
    Renzo Manetti

  • Sono contento che lei abbia avuto l’idea di proporre le sue riflessioni su un blog.
    La seguirò con curiosità.
    Edoardo

  • La foto appartiene alla Basilica di San Miniato al Monte di Firenze. E’ un luogo sottile, sia per la natura del posto, sia per l’arte dell’uomo. All’interno del colle l’acqua scorre fra strati di roccia e fa vibrare la terra e l’anima. L’arte dei maestri medievali, su indicazione probabilmente dell’abate Giuseppe, ha innalzato un edificio armonico, le cui parti rispondono l’un l’altra secondo proporzioni divine, come accordi di una vibrante sinfonia musicale.Dove si riconosce come architettura sacra e musica siano sorelle.
    Renzo Manetti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *