Renzo Manetti

 

 

Cari amici,

 

ho accettato la candidatura per il consiglio comunale di Firenze nella lista di Dario Nardella.

Non sono un politico di professione, come sapete, sono un architetto, uno studioso, uno scrittore e questa di Nardella non è una lista di partito, ma una lista civica composta da imprenditori, professionisti, uomini di cultura e delle associazioni. E’ una lista che otterrà un gran risultato e noi con essa.

Perché dunque mi sono candidato? Per la speranza di cambiamento innescata da Matteo Renzi, per il bisogno di sostenere la sua scommessa per rinnovare l’Italia. Vedendo le difficoltà che incontra nel suo progetto, sono consapevole che se Matteo fallisce, falliscono l’Italia e la credibilità del Paese.

Ma mi sono candidato soprattutto per Firenze, la nostra città, perché ci sono ancora cose che non vanno, da cambiare e da proporre. E lo si può fare solo dall’interno della maggioranza, perché l’opposizione non ha i numeri per farlo e, spesso, neppure l’interesse. E’ importante poi che ci sia piena sintonia fra il futuro sindaco ed il presidente del consiglio, perché le ricadute e le opportunità per Firenze si moltiplicheranno. Ho fiducia in Dario Nardella: è una persona preparata, colta e seria e sono certo che sarà un ottimo sindaco.

 

Così ecco cosa cerco per Firenze.

 

La nuova amministrazione è chiamata a grandi scelte, fra le quali l’approvazione del Regolamento Urbanistico che sostituirà l’attuale Piano Regolatore. Abbiamo accettato di buon grado un Piano Strutturale a volumi zero, perché avrebbe dato nuovo slancio al recupero edilizio. Questo nuovo Regolamento Urbanistico rischia invece di rendere difficile proprio il recupero. Ricordando che l’edilizia è il volano di ogni ripresa economica, dobbiamo dunque cambiarne diverse parti e toglierne divieti anacronistici, per rendere più snella l’attività di professionisti ed imprese, per facilitare un’effettiva riqualificazione e recupero degli edifici e delle aree pubbliche e la realizzazione delle prime case.

 

Firenze deve costruire una nuova immagine nelle periferie, che sia adeguata a quella prestigiosa del centro storico. Non devono esserci luoghi di serie A e di serie B. Coordinando e indirizzando correttamente gli interventi privati è possibile ottenere tutto questo a costo zero.

 

Dobbiamo realizzare parcheggi di servizio. E’ stato detto no a quello di piazza del Carmine; bene, al suo posto proporrò un parcheggio interrato sotto piazza Tasso, perché sarebbe un intervento fattibile senza alterazioni dell’ambiente. Ma parcheggi indispensabili sono da fare anche da altre parti, per esempio per la chiesa e cimitero di San Felice a Ema.

 

Stanno partendo i lavori per le linee 2 e 3 della tramvia. Che andranno ad aggiungersi a quelli già pesanti per l’Alta Velocità. Si rischia così il blocco di tutta la zona, nevralgica per il traffico, dalla Fortezza fino a Ponte alle Mosse. Credo indispensabile prevedere per il cantiere della linea 3 tempi diversi da quelli della linea 2 ed attivare tutti i by pass del traffico che possano ridurre i disagi per i cittadini.

 

Operiamo per migliorare il decoro di tutta la città a partire dal centro storico, patrimonio dell’umanità: dalle pavimentazioni delle strade, alla manutenzione delle aree verdi, alle facciate delle case. Non possiamo accettare interventi grossolani e spesso privi di sensibilità.

 

Operiamo per dare una casa ai giovani, per dar loro un lavoro ed una speranza.

 

Operiamo per un’accoglienza solidale, che garantisca la sicurezza dei cittadini.

 

Riqualifichiamo il turismo, proponendo itinerari nuovi ed allungando la durata e la qualità dei soggiorni. Dotiamo la città di servizi igienici pubblici per gli ospiti.

 

Sosteniamo l’artigiano ed il piccolo commerciante; non permettiamo che la grande distribuzione faccia sparire i nostri negozi, aiutiamoli a specializzarsi trovando un ruolo che i supermercati non possano occupare, perché senza di loro è il tessuto sociale della città che se ne va. Possiamo anche lanciare campagne pubblicitarie per far riscoprire la convenienza e la socialità dei negozi di vicinato; possiamo aumentare le iniziative per valorizzare i centri commerciali naturali.

 

Difendiamo le nostre antiche e prestigiose istituzioni culturali, le nostre accademie, i nostri teatri, i nostri musei,i luoghi della musica, le nostre case editrici, le nostre librerie. Diciamo basta ai soldi pubblici disseminati a pioggia come una cascata di briciole, concentriamo le poche risorse su progetti di grande respiro e visibilità, che rilancino l’immagine di Firenze e diano una boccata di ossigeno al mondo prezioso della cultura.

 

Ma non possiamo occuparci solo degli aspetti economici e quotidiani. Dobbiamo curare e valorizzare anche l’anima della città, perché Firenze ha un’anima grande. E’ la culla dell’Umanesimo e, come intuì La Pira, deve tornare ad essere la Casa dei diritti dell’uomo, della pace fra i popoli, del dialogo fra le religioni, della libertà, tolleranza e solidarietà per tutte le minoranze. Possiamo così rilanciarne il ruolo nel mondo, approfittando della visibilità che le attribuisce l’avere un Presidente del Consiglio fiorentino. Illuminiamo l’anima di Firenze. Istituiamo un premio per gli operatori della pace, dell’accoglienza e del dialogo. Sarà il nostro prestigioso piccolo Nobel. Potremo consegnarlo nella basilica di San Miniato al Monte, questa cittadella dello Spirito che dall’alto del colle irradia la bellezza celeste sulla città e sul mondo intero.

 

Grazie dunque per il Vostro sostegno.

 

 

Renzo MANETTI

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