Archive for the ‘Uncategorized’ Category

23 Maggio

Tuesday, May 25th, 2010

матраци23 maggio 2010  Pentecoste

Compio 58 anni (5 + 8 = 13; 5 x 8 = 40) e questo proprio nella Pentecoste.

Data simbolica, dunque…

Sarebbe stato il giorno giusto e perfetto per ricevere il Consolamentum…

 

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Ancora sulla morte

Friday, October 10th, 2008

La morte e la vita sono sorelle, anzi sono la stessa cosa, i due aspetti di uno stesso volto. La pianta muore per far crescere i polloni, l’uomo per far posto ai figli. Non potrebbero esserci nascite se non ci fossero morti.
Qual è allora il significato della nostra esistenza? Si dice che ogni uomo ha un compito specifico per assolvere il quale è messo al mondo. In realtà non è vero, perché questo compito è comune a tutti, pur nella diversità di carismi e di capacità: semplicemente partecipare al mistero della vita che continuamente si rinnova.
E’ questo forse il senso profondo del famoso palindromo dell’antichità, il SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, che nella magia di una frase che si legge allo stesso modo in ambedue i versi è immagine vibrante della vita che si riavvolge come una spirale perenne.
Ma all’uomo è dato qualcosa di più rispetto alle altre manifestazioni della vita, perché egli è tramite fra la materia e lo spirito, come ho scritto nel post sul pulpito di San Miniato. Nel programma antico del cosmo gli è stato assegnato il compito di custodire la vita sulla terra, di governare il principio armonico che la regola perché non si inceppi. Così è scritto nella Genesi e così è in modo inequivocabile. Noi dunque non solo partecipiamo al processo vitale, ma siamo i servi ed i guardiani del motore che lo spinge. Quando dimentichiamo questo ruolo distruggiamo noi stessi.
Il corpo dunque si dissolve perché un altro rinasca, ma la mente, questa pura energia che stilla dalle profondità intelligenti del cosmo, come può sparire? Einstein insegna che l’energia non scompare, ma cambia stato e forma. Quale stato assumerà la possente energia del nostro pensiero?

Il tunnel della morte

Tuesday, October 7th, 2008

Riguardo alla morte
Tutti abbiamo paura della morte. La nostra società ne ha orrore e la esorcizza evitando di parlarne. E’ ben vero che il cinema e la televisione sono pieni di morti ammazzati, ma si tratta di una morte che tutti sappiamo finta, ridotta a spettacolo e perciò di fatto esorcizzata. Nella realtà, intorno agli ammalati terminali si fa il vuoto, come se la prossimità della morte fosse contagiosa.
Ma cosa c’è al di là del passaggio finale?
Sono note le esperienze post mortem, raccontate da chi è arrivato alla soglia, l’ha varcata ed è miracolosamente tornato indietro. Tutti questi racconti si somigliano e descrivono prima una dissociazione della mente dal corpo, il quale diventa una realtà contemplata dal di fuori, spesso dall’alto; subito dopo l’apertura di un tunnel luminoso, in fondo al quale spesso si scorgono figure. La concordanza delle descrizioni fa ritenere che per molti se non per tutti la morte sia preceduta e accompagnata proprio da queste visioni.
Ma il corridoio di luce è reale oppure no? Alcuni sostengono che al momento della morte ci sia una sorta di regressione allo stato prenatale e che il tunnel abbagliante sia in realtà un ricordo inconscio del momento del parto. Al feto l’espulsione dal ventre della madre deve apparire proprio così.
D’altra parte intuitivamente avvertiamo che la morte e la nascita sono sorelle e che entrambe introducono in una diversa realtà esistenziale.
La tradizione orientale ritiene che la luce appaia dopo tre giorni dalla morte, quando finalmente l’anima si libera dal peso del corpo a cui è aggrappata. Nella tradizione zoroastriana dopo tre giorni il defunto scorge una fanciulla che gli corre incontro e lo introduce oltre il ponte Chinvat, il ponte del trapasso: si tratta dell’alter ego celeste che ciascuno possiede, una compagna/o il cui aspetto si plasma anno dopo anno secondo la condotta della vita terrena del defunto. Il giusto troverà ad accoglierlo una fanciulla splendente, il malvagio verrà ghermito da una strega ripugnante.
Qualche tempo fa mi sono recato alla camera ardente di un amico. Un sensitivo che conosco, dopo aver avvicinato il corpo nella bara, mi ha detto turbato di aver sentito le grida di paura dell’anima che brancola nel buio. Il giorno dopo al funerale, era il terzo dalla morte, mi ha rassicurato dicendo che l’anima del defunto aveva trovato la strada ed abbandonato finalmente il corpo. La cosa mi ha molto impressionato per la coincidenza delle sue sensazioni con l’antica tradizione iranica di cui egli non sapeva.
Per gli antichi mente ed anima erano la stessa cosa. Al momento della morte forse non ci appare un tunnel di luce. Forse la mente, spenti tutti i sensi, si trova sola, cieca, sorda e muta in silenzio oscuro e desolante. Ed è lì che ha bisogno di aiuto, perché nuove sensibilità spirituali possano svilupparsi ed impari a vedere e sentire con un organo nuovo, senza la mediazione del corpo. Allora l’energia sviluppata dalla preghiera di chi sta intorno può forare il muro della tenebra e far sentire rassicuranti onde benefiche di amore alla mente spaventata.
Ma l’anima che in quel momento si affiderà alla Vergine Maria avvertirà la dolce serenità del grembo materno che risveglierà i suoi nuovi sensi, la tenerezza di un abbraccio che già prima del terzo giorno la condurrà oltre la tenebra, verso la luce e le figure amiche di coloro che l’hanno amata.

Pulizia del blog

Tuesday, July 29th, 2008

Il blog ha avuto un problema: ha subito l’attacco di un malintenzionato, che ha inserito fra le righe di un post un codice malevolo. Di conseguenza Google ci ha segnalato come potenzialmente infetti. In realtà non c’è mai stato alcun virus, ma solo un codice che era in grado di ingenerare il sospetto in Google. Operazione dunque assai più subdola. Ora il codice è stato eliminato e il blog pulito. Attendiamo che Google nella sua verifica periodica prenda atto della cosa e tolga la sua segnalazione di pericolo. Dunque il blog è ora di nuovo funzionante.