Archive for July, 2009

L’enigma dell’influenza suina

Thursday, July 23rd, 2009

Per questa influenza in Messico si è fermata una nazione; in Inghilterra si impedisce l’imbarco sui voli dei passeggeri con sintomi sospetti; in Italia ogni malato viene isolato  nei reparti infettivi degli ospedali; in tutto il mondo si corre verso una vaccinazione massiccia della popolazione. Terribile scenario, no?

Poi ci viene spiegato che non dobbiamo allarmarci perché questa influenza ha una mortalità bassissima, che in due  o tre giorni si torna in piedi, che si tratta di un malanno banale assai meno pericoloso dell’influenza stagionale.E le notizie che filtrano sembrano confermare questa pericolosità così esile.

Ci rendiamo conto che le due notizie si contraddicono?

Non capisco: se si tratta di un’influenza banale, perché tanto allarmismo per una prossima pandemia? Perché la corsa al vaccino? Perché ogni malato viene posto in isolamento?

Delle due l’una: o siamo di fronte ad una truffa colossale messa in piedi per far guadagnare le multinazionali dei farmaci, o l’influenza è pericolosa e medici e ministri ci raccontano balle dicendoci che è banale. Ma in questo secondo caso, cosa si porta dietro questo virus? Ci sono rischi nascosti che non riusciamo a vedere? E’ una porta per forme più pericolose di contagio?

Vorrei che qualcuno mi spiegasse il paradosso dell’influenza suina.

Sapete cosa penso? La pericolosità del virus, al suo apparire, è stata esagerata ad arte, ed amplificata dai media per la smania di catastrofismo che ormai contraddistingue la nostra società, cosicché i governi si precipitassero ad ordinare o prenotare milioni di dosi di vaccino. Le aziende farmaceutiche hanno messo in moto i laboratori di ricerca e le linee di produzione. Ed ora? Non si può mica buttare tutto al vento ammettendo che siamo di fronte ad in virus simile a quello del raffreddore.

Per quanto mi riguarda non assumerò mai il vaccino e se l’influenza mi prende, lascerò che il mio organismo la debelli da solo, come ha sempre fatto tutti i santi inverni.

Una valle sacra

Friday, July 17th, 2009

La Val Camonica è una valle alpina, di antico transito, che mette in collegamento diverse valli ricche di acque e lussureggianti vegetazione. Il lago d’Iseo a sud e l’ Adamello a nord la concludono e lungo  la valle si snoda il fiume Oglio, a tratti placido e a tratti impetuoso, su cui si affacciano paesaggi di rara bellezza. La valle venne considerata sin dalle più remote epoche storiche un santuario a cielo aperto. I grafiti camuni
sono una preesistenza di grande interesse archeologico e sono visibili un po’ ovunque lungo la valle. Numerosissimi sono i luoghi considerati sacri dai Camuni. Numerosissimi sono i massi incisi di graffiti che vanno dal neolitico sino al 1600 circa dell’era cristiana.

Mi sono sempre posta la domanda: perché qui?
Perché in questa valle alpina, di sicuro difficilmente raggiungibile
nell’antichità e, ancor oggi, di scomodo transito, nonostante i molteplici trafori scavati nel monte?
Nel tratto della valle dove sono maggiormente concentrati i massi graffiti, si trovano due montagne che si fronteggiano, inquietanti. Il Pizzo Badile e la Concarena. Non a caso gli abitanti del luogo hanno attribuito all’uno un nome maschile e all’altra un nome femminile. Vedremo perché.
Il Pizzo Badile ha una forma stranamente fallica, accentuata durante i giorni prossimi agli Equinozi, quando un fenomeno di rifrazione della luce estende l’ombra del monte nel cielo terso. Il cono d’ombra proiettato nell’azzurro assai probabilmente fu considerato dai Camuni una prova della potenza divina forte e attiva. La Concarena ricorda invece il ventre primordiale, l’ogiva alchemica dove tutto ha avuto origine, il ventre fecondo della Madre Terra. Il giorno dell’Equinozio di primavera e dell’equinozio d’autunno avviene, anche sulla Concarena, un fenomeno assai sconvolgente: la cima del monte è divisa in due, si apre agli occhi di chi la guarda dal basso una specie di feritoia dentro alla quale il sole, al suo tramonto equinoziale, filtra e si inserisce perfettamente nella spaccatura,quasi una fecondazione della montagna da parte della luce solare.
Sono fenomeni importanti e in antico hanno fatto sì che questa valle, questa zona in particolare tra Civitate Camuno e Capo di ponte, fosse considerata sacra.

Manuela Forlani

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