Angeli e Demoni
“Tra le molte migliaia di angeli che si trovano nei vari mondi ci sono quelli che sono esistiti dall’inizio stesso del mondo, in quanto essi sono parte immutabile dell’Essere Eterno e dell’ordine fisso dell’universo. Questi angeli in un certo senso costituiscono i canali dell’energia attraverso i quali la grazia divina sale e scende nei mondi.
Ma ci sono anche angeli che vengono costantemente creati di nuovo, in tutti i mondi e specialmente nel mondo dell’azione, dove i pensieri, i fatti e le esperienze danno origine ad angeli di diverso tipo…
L’individuo che prega o rivolge la sua mente verso il Divino, nel far ciò dà origine ad un angelo, il che è come un protendersi dell’uomo verso i mondi superiori…
Ma ci sono anche gli angeli sovvertitori creati dalle azioni degli uomini, dalla oggettivazione del malanimo: il pensiero malvagio, il desiderio ispirato dall’odio, l’azione perversa. Perché, oltre alla sua conseguenza visibilmente distruttiva, ogni atto di livore o malvagità crea un angelo cattivo, che appartiene al livello del male corrispondente allo stato mentale che lo ha generato” (Adin Steinsaltz “La Rosa dai tredici petali” Firenze, Giuntina, 2000, pp.15, 16 e 29).
Solo l’ermeneutica ebraica riesce a scavare così a fondo nella Scrittura da trovarne il senso più nascosto che è anche il più sublime.
Se l’angelo è un canale energetico, come scrive Steinsaltz, è evidente che ogni emanazione di energia dalla nostra mente genera un angelo. Attraverso questi canali, come vie privilegiate, Dio rivolge se stesso verso l’uomo ed effonde la Sua misericordia. La preghiera apre una scala in cui si incanala la potenza divina, l’immensa energia che ha creato il cosmo e ad ogni istante lo rigenera. Questa potenza è anche in noi, nella nostra mente, ma per esprimersi ha bisogno di risuonare all’unisono con quella da cui proviene. La preghiera spalanca la porta del cielo.
La preghiera è sempre potente, ma quella solo interiore lo è a mio parere un po’ meno. Quando preghiamo dobbiamo emettere le parole, a voce alta o a voce bassa non importa, purchè il suono esca e vibri nell’aria. In ogni parola si materializza infatti il pensiero e l’energia del pensiero si trasmette attraverso la vibrazione all’universo che ci circonda. La Parola creatrice fu un suono, un fremito leggero come il soffio che avvertì Elia sull’Oreb, ma in quel suono sottile si concentrò l’immensa energia che generò il Big Bang. E la materia spirituale in cui vibrò esplose e si irradiò nel vuoto apparente dello Spirito.
E fu sera e fu mattina.
Preghiamo con la mente e con la voce. Eleviamo al cielo gli occhi e le braccia. Sulla Scala di Giacobbe gli angeli prima salgono e poi scendono: immaginiamo le parole che escono dalla nostra bocca come rose profumate che si materializzano e salgono in alto, allarghiamo le braccia con le palme al cielo per ricevere l’energia angelica che, richiamata dalla nostra offerta, discende verso di noi e ringraziamo commossi per la generosità con cui viene effusa. Il profumo delle nostre rose avrà allora il potere di cambiare la realtà che ci circonda, se lo chiediamo.
Così ogni benedizione dona a chi la riceve un angelo protettore.
Così ogni maledizione avventa contro chi la riceve un demonio.
Ma la natura di questo demone è di ritorcersi innanzitutto su chi lo ha generato, perché il demonio è parricida fin dall’origine. L’odio ed il rancore consumano prima di tutto chi se ne nutre.
L’amore e la compassione rigenerano il corpo e lo spirito di chi li emana e di chi li accoglie.