Riguardo all’imbecillità umana.

Firenze, via del Ponte alla Mosse.
L’antica strada che dalla Porta al Prato conduceva verso la campagna, prendeva il nome dalla corsa di cavalli che si correva sul Prato di Ognissanti. Da lì infatti prendevano il via, cioè “le mosse”, i cavalli.
Oggi la si percorre a senso unico verso la città, o meglio verso il centro. Sulla sinistra, lungo il marciapiede, ci sono in fila indiana i parcheggi. Poi una corsia per le auto. Poi una corsia preferenziale per gli autobus. Quindi il marciapiede di destra. Dov’è la stranezza? Eccola. A intervalli regolari contro il marciapiede di destra sono collocati i cassonetti per la raccolta dell’immondizia. Sono appoggiati su una piazzola di cemento e la corsia preferenziale, che corre lungo il marciapiede, in corrispondenza del cassonetto è costretta a fare una bella curva verso il centro della carreggiata, per poi subito rientrare a destra a filo del marciapiede. Di conseguenza anche la corsia per i veicoli privati si restringe per poi subito riallargarsi. Insomma un bello slalom, perfettamente disegnato dalla segnaletica orizzontale sull’asfalto, che appare incomprensibile ad una logica razionale. Forse  i cassonetti devono stare a destra per ragioni di raccolta? Ma allora bastava spostare il parcheggio dalla loro parte: i cassonetti si sarebbero trovati come sempre accade fra le auto in sosta e non avrebbero ostacolato nessuna corsia.
La logica di chi presiede a queste cose appare imperscrutabile come quella divina: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non rimandare”.
Ma per me le corsie di via del Ponte alla Mosse restano un monumento all’imbecillità umana.

5 Responses to “Riguardo all’imbecillità umana.”

  1. Lyd Says:

    Non posso che non astenermi dal commentare. Perfettamente d’accordo in tutto e per tutto, mi son sempre chiesto come mai i cassonetti della spazzatura, in Via Ponte alle Mosse, non siano stati posizionati dalla parte delle auto parcheggiate. E’ ovvio che uno “slalom” attorno ad essi sia pericoloso per la viabilità.

  2. mezzaBarba Says:

    Come sparare sulla Croce Rossa! Prendete le Due Strade, ad esempio: l’accesso da via del Podestá e da via d’Accursio é stato chiuso. Adesso si puó arrivarci solo dalla direttrice principale cioé la via Senese da Porta Romana al Galluzzo. Per quanto piccole, le due strade suddette hanno sempre contribuito in modo essenziale ad attenuare la giá grave situazione di stress della Senese. Oggi sono chiuse. Dalle Due Strade si puó solo uscire, non si puó entrare! A volte mi pare che i dirigenti comunali, o chi per loro si occupa della viabilitá, considerino Firenze come il giardino di casa, aperto ed accogliente per loro (mi piacerebbe sapere se i vigili al Cioni la macchina gliel’hanno mai portata via!) ed i loro ospiti (gli economicamente meritevoli turisti), completamente chiuso per noi che qui ci siamo nati, che abbiamo usato le strade di Firenze per tutta la vita, che abbiamo contribuito a renderle ospitali ed accoglienti per gli ospiti del capo di turno.

  3. Pellegrino Says:

    “Ogni bambino nato in soprannumero rispetto all’occorrente per mantenere la popolazione al livello necessario deve inevitabilmente perire, a meno che per lui non sia fatto posto dalla morte degli adulti … pertanto … dovremmo facilitare, invece di sforzarci stupidamente e vanamente di impedire, il modo in cui la natura produce questa mortalità; e se temiamo le visite troppo frequenti degli orrori della fame, dobbiamo incoraggiare assiduamente le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare.

    “Invece di raccomandare ai poveri l’igiene, dobbiamo incoraggiare il contrario. Nelle città occorre fare le strade più strette, affollare più persone nelle case, agevolando il ritorno della peste. In campagna occorre costruire i villaggi dove l’acqua ristagna, facilitando gli insediamenti in tutte le zone palustri e malsane. Ma soprattutto occorre deplorare i rimedi specifici alla diffusione delle malattie e scoraggiare quella persone benevole, ma tratte decisamente in ingannano, che ritengono di rendere un servizio all’umanità ostacolando il decorso della estirpazione completa dei disordini particolari”.

    Thomas Malthus, Saggio sui principi della popolazione

  4. Renzo Manetti Says:

    caro Pellegrino, citazioni favolose!
    Eppure oggi l’urbanistica sembra perseguire proprio questa strada: costruire nei posti più brutti ed insalubri, lasciando le colline e le aree più belle alle ville dei ricchi; costruire sui fiumi dove le alluvioni improvvise e sempre più frequenti aiutano a togliere di mezzo qualcuno; ridurre le strade in modo da aumentare i circoli viziosi e l’inquinamento (tanto i ricchi in collina l’aria buona ce l’hanno); utilizzare il trasporto pubblico solo per far guadagnare qualcuno; impedire ogni intervento edilizio e la mobilità nei centri storici in modo da allontanare la popolazione e sostituirla con immigrati che tanto si affollano in dieci in una stanza e si muovono a piedi…Possiamo continuare a lungo, ma viene mal di stomaco.
    Per questo io, che sono sempre stato urbanista, ho deciso di abbandonare l’urbanistica, che è solo una grande ipocrisia. Perchè, come diceva uno che di queste cose se ne intendeva,i vincoli si applicano per i nemici, per gli amici si interpretano.E più se ne mettono, più è facile gestirli a discrezione…E tutto questo con l’avvallo, ipocrita anch’esso, dei talebani dell’ambientalismo, che costituiscono l’insostituibile supporto per infinocchiare l’opinione pubblica.
    Sono troppo amaro? No, sono disgustato…

  5. Pellegrino Says:

    Ora sai perchè decisi di NON prendere una laurea in architettura.
    In quella facoltà si selezionavano i ‘carnefici’.

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