Memoria dei defunti

“E’ necessario anche oggi evangelizzare la realtà della morte e della vita eterna, realtà particolarmente soggette a credenze superstiziose e a sincretismi, perché la verità cristiana non rischi di mischiarsi con mitologie di vario genere”. (Benedetto XVI 2/11/2008)

Come deve avvenire questa nuova evangelizzazione, con quale linguaggio? Come ho scritto nel post sul New Age, il linguaggio e la comunicazione della Chiesa non sono più compresi. In un editoriale sul Corriere della Sera del 3 novembre, Ernesto Galli della Loggia scrive che il mondo occidentale sta cercando di liberarsi dell’eredità cristiana. Il Cristianesimo è diventato una credenza come un’altra, che è tollerata solo nella sfera del privato purché rimanga al di fuori della società e delle sue regole.
Paradossalmente l’Occidente è oggi la prima terra da evangelizzare. Una terra che avverte i limiti del laicismo e dell’ateismo e che per questo ha un disperato bisogno di fede, che porge l’orecchio ai soffi dello Spirito ma non sa avvertirli, che sfoglia le religioni ed i nuovi culti misterici come le pagine di un libro per trarne certezze inesistenti. A questo mondo la Chiesa non sa più parlare, perché cerca di adattare il Vangelo alla società, di edulcorarlo, di interpretarlo. Il Vangelo non ha bisogno di essere spiegato perché le parole di Cristo sono semplici: gioiose e terribili, ma di una chiarezza adamantina. Esse suonano allo stesso modo per ogni orecchio e non hanno bisogno di mediazione.
La Chiesa ha innalzato una barriera fra la società occidentale ed il Vangelo, con la pretesa di interpretarlo. Il livello culturale del clero, con rare eccezioni, si è impoverito mentre quello della società nel suo complesso si è accresciuto. Lo scadente livello culturale dei pastori non si accompagna ad una santità di vita che da sola testimoni ciò che nel Vangelo è scritto. Perché dunque ascoltare l’omelia, o meglio la predica, di un sacerdote che vive la sua missione come un burocrate dello spirito? Un’omelia che il più delle volte si intinge nel buonismo e dimentica l’amore, che banalizza e addomestica le verità eterne per timore del mistero?
Noi cristiani anche laici dobbiamo rimediare agli errori del clero, invitando invece ad immergersi nel mistero e nei suoi abissi, perché la realtà che ci circonda è un segreto profondo, uno specchio che non riflette. Dobbiamo gridare che sull’acqua della vita non si galleggia: o ci si cammina sopra sfidando la furia del vento e delle onde, o ci si affonda.

10 Responses to “Memoria dei defunti”

  1. mezzaBarba Says:

    Per quanto riguarda il clero lasci parlare un vescovo simoniaco: molti dei ministri della Fede, come si dice a Firenze, ”predicano bene e razzolano male”! Da secoli! Il messaggio del Vangelo e’ semplice e spaventoso per ampie fasce del nostro sistema sociale. Cristo non parla di politica, non parla di economia, non si interessa delle cose degli uomini. Entra nel Tempio per farne un posto nuovo: come? Gettando in strada coloro che della religione fanno commercio (vedi turismo religioso moderno, non dissimile da vecchi errori mai riparati, vendita delle indulgenze etc)! Il messaggio di Cristo e’ in una parola: AMORE. Nient’ altro conta, nient’ altro ha valore. Ne dispute scientifico teologiche, ne trame politiche. La Chiesa d’ Occidente muore perche’ il messaggio (l’ Evangelio) che era la sua bandiera e’ morto nei meandri della sua storia istituzionale.

  2. Renzo Manetti Says:

    caro vescovo simoniaco (si, ricordo bene chi era Mezzabarba), non essere così intransigente col turismo religioso, che mi sembra cosa assai diversa dalla vendita delle indulgenze. Si, ci sarà senz’altro chi pensa più al guadagno che alla fede, ma a mio parere c’è abbastanza fede sincera che lo giustifica ampiamente.
    E veniamo alla Chiesa. La Chiesa come istituzione è cosa ben diversa dalla Chiesa come popolo di Dio, l’Ecclesia; spesso tendono a coincidere, ma altrettanto spesso invece divaricano. Come esiste un’Ecclesia di Israele (la Knesset se non erro) così esiste un’Ecclesia cristiana. L’Ecclesia non morirà mai, perché il suo cuore è quell’AMORE che tu hai scritto a caratteri cubitali, è il mistero insondabile dello spirito.
    Sull’altra, anche qui ho qualche dubbio che sia destinata a morire, perché c’è in essa, al di sotto della veste e della scorza, l’altra Ecclesia. La Chiesa di Roma è l’erede diretta dell’impero romano, delle sue istituzioni e della sua forza d’animo, che ha saputo più e più volte rinnovarsi nel corso della storia, pur rimanendo sempre uguale a se stessa e fedele all’Ecclesia che ne è il cuore. Si, Mezzabarba, anche se ci sono stati e forse ci ancora sono vescovi simoniaci come quello di cui tu porti il nome, io amo questa Chiesa, che mi ha fatto da madre e mi ha cresciuto. Si possono amare altre donne ed un’altra è la donna con cui ci si sposa, ma la madre rimane solo una. Con la madre si possono avere opinioni diverse, si può discutere, si può litigare, ci si può arrabbiare, ma la si amerà sempre.

  3. delvisibile Says:

    Il rischio è una certa sudditanza culturale: recentemente nei confronti del marxismo, più recentemente nei confronti di una certa laicità privatistica e con qualche fronda opposta del riscatto neocon.
    In ogni caso è risposta seconda, sudditanza, atteggiamento notarile.
    Sulla questione dell’interpretazione del Vangelo invece non ho capito bene: prima parli di una chiarezza del testo e poi di abissi senza riflessi…
    In un certo senso, anch’io credo che le due cose vadano assieme. Ma più che di interpretazione (termine piuttosto carico e che può dare esiti diversi) si tratta di leggerlo come dice la Dei Verbum: approfondendo il significato letterale senza letteralismo ma comprendendo il contesto, guidati dalla tradizione, illuminati dallo Spirito Santo. E’ questa la mediazione, e non l’ecclesiastico che si ha la fortuna o sfortuna di incontrare. In questo modo sono garantiti identità e differenza, verità e mistero, approfondimento senza arbitrii della moda culturale di turno.
    E questa forse è la garanzia di 2000 anni di storia. Anche perché, come è che dice l’aneddoto: se non ci sono riusciti gli ecclesiastici a distruggere la Chiesa, non ci riuscirà il Napoleone, l’Halloween, l’Oddifreddi di truno…

  4. raqamim Says:

    Buona sera, con piacere commento per la prima volta in questo blog. Sono rimasto impressionato positivamente dell’uso della ratio e del logos che viene fatto nei commenti di Renzo; Avverto in essi una brezza sapienziale.
    Condivido pienamente ciò che sostieni e illustri con tanta chiarezza.
    Dal canto mio posso solo riferire esperienze di quotidiana semplicità.

    Sono catechista in una piccola parrocchia di un piccola frazione di un piccolo paese friulano. Con gioia ho accolta la chiamata ad esserci e ora mi dedico settimanalmente a cercare di far incontrare questi giovani con Cristo risorto.

    Cosa ardua, non certo per causa dei giovani che mossi dall’entusiasmo, dall’amicizia e dalla curiosità sono sempre pronti a stupirsi, bensì per causa delle famiglie che dilaniate da un relativismo consumista considerano il percorso di iniziazione cristiana una delle proposte che il grande supermecato delle agenzie educative ludico- sportive offre.

    Ho domandato a questi geniori perchè mandano i loro figli a catechismo senza pretendere una risposta, ma ho continuato dicendo che io ero lì perchè ritengo che il messaggio di Cristo possa rendere un uomo veramente Umano e che Cristo è la Via, la Verità e la Vita.
    Parole come: >, >, >, > , siano parole che vale ancora la pena ascoltare e che hanno una forza incredibile.
    La risposta è stata: non sappiamo, oppure, “ma quando che i fa la cresima” o più semplicemente “l’importante e che gli piacia altrimenti lo tolgo”.

    Che tristezza, mi sono accorto che nessuno di quei genitori aveva fatto quell’incontro speciale con Gesù…

    In conclusione hai ragione Renzo, siamo nella stessa situazione in cui si trovava l’impero romano: un sincretismo confuso fatto di tante religioni “fai da te” ad uso e consumo, che non impegnano e che tradiscono l’uomo.

    Sono giunto alla conclusione che la speranza non muore, ma che è proprio quando si fanno le tenebre che la Luce brilla…

    L’uomo vaga disperato in cerca di felicità ma la felicità la si ottiene solo appagando i desideri. L’uomo desidera all’infinito in quanto in lui risiede l’anima immortale. Non attraverso cose finite l’uomo sarà felice, non attraverso parole morte l’uomo troverà la Vita ma solo in Cristo: cibo che appaga ogni fame.
    Insomma mi tocca confidare nella disperazione umana!!!!joke

    scusate gli errori e la mancanza di stile ma ho fatto molto male i cinque anni di scuola elementare.

    Ps: Raqamim significa fremito dell’utero materno e viene utilizzato per descrivere la compassione divina nei brani biblici.
    Comunque dovrei avertelo già detto a San Floriano del Collio tra una suonata e l’altra. Ciao

  5. Renzo Manetti Says:

    Raqamim, mi ricordo bene di te e della intensa sonorità con cui la cornamusa ha fatto vibrare le corde dello spirito. Mi ricordo bene del colloquio fra noi e della sintonia profonda che si è instaurata. E’ stata una serata piena di magia per entrambe le cose. Grazie di essere venuto nel blog e di questo commento molto bello.
    L’opera del catechista (non l’ho mai fatto) deve essere ben ardua, perché come tu dici nei genitori manca spesso ogni sensibilità per le cose dello spirito.Nessuno può fare il supplente dei genitori. Eppure ciò che colpisce e si imprime in una mente giovane rimane per tutta la vita.
    Io credo che per giovani ed adulti si debba sempre e comunque far capire che viviamo in un mondo di apparenza, che i sensi con cui esploriamo la realtà sono limitati ed incapaci di vedere l’invisibile. Che l’invisibile nasconde la realtà, quella vera.E’ l’unico modo per istillare il desiderio di andare oltre. Ma questo dipende poi da dove cade il seme, non da chi lo getta. Ci sono anime e anime, alcune fertili ed altre aride. Dalle fertili nascerà un albero, dalle aride o non nascerà niente oppure, ed è il massimo, un filo d’erba. Ma a Nostro Signore credo che vada benissimo anche il filo d’erba.

  6. Renzo Manetti Says:

    Raqamim, ancora due cose.
    Ti ammiro per quello che fai e per lo spirito che ti anima.
    Mi piacerebbe tu leggessi un libro che ho scritto: “Il segreto di San Miniato”. E’ una specie di chiave per riconoscersi.
    Ti abbraccio

  7. Lyd Says:

    @raqamim

    Noto nel suo commento che alcune parole sono state censurate, non riesco a capirne il motivo. Può mandarmi per email la frase che voleva scrivere? lyd.replicaATgmail.com

    Grazie,
    Lyd (admin)

  8. flor de lys Says:

    Caro Renzo, la stessa precisazione nonchè differenziazione tra Chiesa ed Ecclesia che tu fai sopra è doveroso fare anche per la Religione/religioni. Secondo me spesso si confonde la religione con la Fede e viceversa. Le religioni sono frutto dell’esigenza umana di ricerca del Sacro. La Religione è il Sacro. Quanto scempio in nome delle religioni! Passato, presente e, di certo, futuro. Ti copio/incollo una citazione da Guenon :
    “Se la Religione è necessariamente una, come la verità, le religioni non possono essere altro che delle deviazioni della Dottrina primordiale […..] da questo, risulta evidentemente che non può essere accordata alcuna autorità a nessun sistema religioso che derivi da uno o più individui, poiché, dinanzi alla dottrina vera e impersonale, gli individui non esistono affatto […..] Che si siano introdotte nella vita del fondatore, vero o presunto, di tale o talaltra religione, delle circostanze che primitivamente erano dei puri simboli, e che in seguito sono state prese per dei fatti storici da parte di coloro che ne ignoravano il significato, questo è del tutto verosimile, e persino probabile in più di un caso. E’ ugualmente possibile, è vero, che delle simili circostanze si siano talvolta verificate, nel corso dell’esistenza di certi esseri aventi una natura del tutto speciale, così come ce l’hanno i Messia o i Salvatori; ma questo c’importa poco, perché nulla toglie al loro valore simbolico, il quale deriva da tutt’altra cosa che dei semplici fatti materiali. Diremo di più: l’esistenza stessa di tali esseri, considerati nella loro apparenza individuale, dev’essere anche essa considerata come simbolica. “Il Verbo si è fatto carne”, dice il Vangelo di Giovanni; e dire che il Verbo, manifestandosi, si è fatto carne, significa dire che si è materializzato, o, per esprimersi in modo più generale ed allo stesso tempo più esatto, che esso si è in qualche modo cristallizzato nella forma; e la cristallizzazione del verbo è il simbolo. Così, la manifestazione del Verbo a qualunque grado e sotto qualunque aspetto essa sia considerata in rapporto a noi, vale a dire dal punto di vista individuale, è un puro simbolo; le individualità che rappresentano per noi il Verbo, ch’esse siano o meno dei personaggi storici, sono tutte simboliche in quanto esse manifestano un principio, ed è il solo principio che conta…”.
    René Guénon (da “la Religione e le religioni” La Gnose n 10 – Parigi; 10 Settembre 1910)

  9. Renzo Manetti Says:

    Cara Fleur de Lys, Guenon mi entusiasmò quando lessi la prima volta i “Simboli della Scienza sacra”, ormai un ventennio fa. Oggi ce l’ho un po’ sulle scatole. Alla luce della citazione che non conoscevo, e di cui ti ringrazio, mi risulta ancora più incoerente che si sia convertito all’Islam. Se le religioni sono tutte uguali, la conversione è un fatto illogico. Quanto a me sono nato cristiano, sono cresciuto cristiano, morirò cristiano.
    Sul “Verbo si è fatto carne, ti invito a leggere il mio post “Ognissanti”.
    Grazie del tuo commento.

  10. flor de lys Says:

    Non Fleur de Lys alla francese, ma Flor de Lys, non francofona ma padana!
    Comunque grazie della sollecita risposta.
    Nessuno dubita della tua coerenza cristiana, semmai il dubbio sta nel differenziare le religioni, indicandone una come migliore dell’altra!

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