Ancora sul Codice da Vinci
Lunedì 22 il Codice da Vinci è stato trasmesso da Canale 5 in prima serata. Avevo letto il libro ma mi ero sempre rifiutato di pagare per andare a vedere il film. Stavolta, seduto in poltrona, ho voluto vederlo.
Le mie considerazioni sul libro sono note: si tratta di riesumazione delle vecchie teorie di Leigh Baigent e Lincoln su Rennes Le Chateau, subdole e fuorvianti perché, mescolando notizie storiche con palesi falsità, rendono queste ultime credibili agli ignoranti (e sono la maggior parte). Si attribuisce valore documentario ai vangeli gnostici, che sono invece testi per iniziati, densi di simbolismo. In essi si parla di Maddalena come sposa di Cristo, ma in un contesto simbolico in cui la donna è figura dell’anima redente e perciò congiunta a Cristo come la sposa del Cantico dei Cantici. Maddalena e le altre due Marie (la Madre e la “sorella” di Cristo) sono simboli dei tre aspetti di Sophia: la Pistis (la Madre), Zoè (la sorella), Prounikos o la Prostituta,(Maddalena). Ma il grande pubblico non ha mai letto i vangeli gnostici e prende per oro colato quanto gli viene propinato.
Il film è un po’ meno scorrevole del libro e devo dire che a un certo punto mi sono anche addormentato. Ma la parte centrale, quella in cui viene spiegata la figura della Maddalena come sposa carnale di Cristo, è subdola ed ha un impatto violento sullo spettatore. La pretesa Maddalena del Cenacolo di Leonardo (ma si tratta in realtà di un San Giovanni dal volto quasi androginale come era abitudine di Leonardo), il richiamo ai vangeli gnostici, il sottile accostamento di fatti fra loro slegati e l’interpretazione fuorviante dei simboli, si concludono con l’affermazione esplicita e chiara che Gesù fu solo un uomo in gamba, marito di Maddalena con la quale avrebbe generato una figlia.
Ognuno può scrivere e dire quello che vuole, ma non nella sfera del sacro. Nel nome di Cristo molti hanno offerto la propria vita, sperato, sofferto e gioito. Non si può irridere a tutto questo. La bestemmia è sempre sgradevole e maleducata, ma ancora di più lo è quando espressa in forma apparentemente scientifica. L’impatto mediatico di affermazioni blasfeme nelle immagini di una trasmissione in prima serata è a mio parere violento. Sottolineo il fatto che l’immagine si imprime nel subconscio ben più della parola scritta.
Un vecchio proverbio saggiamente diceva: Scherza coi fanti e lascia stare i santi. E’ assai appropriato. Non dico che i Cristiani debbano scagliare anatemi né prendere esempio dal mondo islamico: già troppo male la Chiesa ha fatto nei secoli passati con la sua intolleranza. Meglio snobbare ciò che è palesemente cialtrone. Ritengo tuttavia che il mondo laico debba acquisire il principio del rispetto verso la fede e la coscienza di milioni di persone.
September 26th, 2008 at 5:22 pm
Come Lei dice, questa spettacolarizzazione della sfera del sacro dovrebbe essere ignorata. Mi disturba constatare che lei e’ il primo a non farlo, dedicando un intero post alla proiezione di un film! Mi chiedo inoltre chi abbia interesse in questa ‘blasfema’ spettacolarizzazione: che ognuno dica cio’ che vuole, anche fossero bestemmie, non sta a noi giudicare!
October 1st, 2008 at 11:12 am
Giusto, Mezzabarba, e faccio una parziale marcia indietro. Trasmettere il Codice da Vinci in prima serata è stato uno sbaglio non tanto perché blasfemo, ma perché di una noia mortale.