Magistrati e Mass Media

Ho molto rispetto per la magistratura come istituzione. L’amministrazione della Giustizia è il compito più importante dello Stato, quello addirittura che lo legittima. Fin dall’antichità il sovrano è stato prima di ogni altra cosa colui che garantiva la giustizia, intesa come un diritto di sorgente divina; per questo la funzione del sovrano era sacra, perché la giustizia era celeste ed egli la amministrava per conto stesso di Dio. Il magistrato sta sopra perfino al Parlamento, perché se è vero che legiferare significa rendere possibile la convivenza civile, è anche vero che le leggi possono essere ingiuste o poco chiare. Sta al magistrato renderle chiare interpretandole e correggerne le storture applicandole in modo giusto. Per questo il magistrato deve essere libero da condizionamenti ed essere persona di grande integrità morale, al di sopra di ogni sospetto, conscio della sacralità e della altezza della sua funzione.
Molti magistrati hanno la mia stima e la mia ammirazione, come Tindari Baglione, procuratore di Pistoia, persona di grande sensibilità istituzionale e di specchiata coscienza morale. Nella prima repubblica fu tra i più giovani membri del Consiglio Superiore della Magistratura, ma alla scadenza dell’incarico rifiutò una candidatura sicura al Senato per tornare ad un silenzioso lavoro di magistrato.
Mi lasciano invece perplesso i comportamenti di alcuni magistrati, le cui inchieste sembrano più mirate a ritagliarsi ampi spazi sulla stampa e sui media che alla ricerca della verità. Così come mi danno sempre fastidio i magistrati inquirenti che si muovono sui mass media come attori consumati, o quelli che dopo inchieste dirompenti si buttano in politica alla ricerca di un seggio in parlamento o di una poltrona di sindaco. Lo fanno anche gli avvocati è vero, si pensi a Taormina o all’ineffabile Buongiorno, ma la figura del magistrato è ben diversa da quella dell’avvocato. Essa è posta dalla legge su uno dei seggi più alti, dotata di un potere enorme, che dà la possibilità di gettare nella disperazione persone e famiglie ed abbattere attività economiche.
E’ vero: i magistrati non subiscono conseguenze degli errori giudiziari che commettono, neanche come conseguenze sulla carriera. Tutti gli altri cittadini si. E così i politici. Di conseguenza il dibattito è aperto, sia sulla responsabilità civile dei magistrati, sia sulla separazione delle carriere, sia sull’abuso delle intercettazione telefoniche e ambientali. I comportamenti di alcuni magistrati hanno fatto sì che agli occhi dell’opinione pubblica tutta la magistratura appaia come una casta, accomunata nei privilegi a quella politica.
Eppure io non credo che siano necessarie tante riforme. Lasciamo che i magistrati lavorino con indipendenza assoluta. Tutto quello che dobbiamo chiedere loro è il silenzio. Vorrei una legge che impedisse di divulgare e pubblicare il nome ed i volti dei magistrati inquirenti, quando si parla delle inchieste che portano avanti. Al massimo compaia solo il procuratore capo. Tutti gli altri rimangano anonimi e compiano il loro dovere nel silenzio, come servitori senza volto dello stato. Questo non solo per tutelarne l’incolumità, ma anche e soprattutto perché non sfiori l’opinione pubblica nè il sospetto nè il dubbio che qualche inchiesta sia condotta da un magistrato per crearsi notorietà, o per avviare una promettente carriera politica. Appaiano i giudici servitori fedeli e silenziosi della Repubblica. E allora non si limiti o impedisca che facciano il loro dovere fino in fondo.

3 Responses to “Magistrati e Mass Media”

  1. mezzaBarba Says:

    Non trovo giusto che esista qualcuno che non abbia l’obbligo di rispondere delle proprie azioni di fronte alla comunita’ intera, che sia un magistrato, che sia un politico, che sia un re!
    Il perche’ e’ semplice: si mina uno dei principi fondamentali della convivenza civile, l’uguaglianza. Personalmente io mi vergognerei di essere considerato un po’ piu’ uguale degli altri, come i maiali di George Orwell nella ‘Fattoria degli Animali’.

  2. FRATRES TEMPLI Says:

    D’ACCORDISSIMO CON MEZZABARBA…

  3. FRATRES TEMPLI Says:

    PRECISO A PROPOSITO DI ‘UGUAGLIANZA CIVILE’:
    DI FRONTE A DIO…
    NEI DOVERI…NEI DIRITTI…

    MA LA DIVERSITA’ DELL’ESSERE UMANO ” E’ UN VALORE, NON UN PREGIUDIZIO”..

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