La Lectio del Praeceptor

Ricevo da Franco Zappi, praeceptor della Congregazione Templare San Bernardo di Clairvaux, alcuni testi bellissimi di commento alle Lectio Divinae di padre Bernardo a San Miniato. Ne propongo alcuni brani.

Dotti, sapienti e piccoli nella nostra società mediaticadDi Franco Zappi

“Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “ Io ti rendo lode, Padre,…che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli….”a

Ha scritto il teologo Bruno Forte: i nostri tempi sono caratterizzati dalla presunzione di spiegare tutto nell’ordine totalizzante della ragione. È questo assunto errato, parziale ed integralista che rende così moderna ed attuale una riflessione sulle parole di Gesù. La “ragione” può essere logica ma non è “intelligente” e può divenire disastrosa se le premesse sono errate, parziali e disgiunte dall’etica. Il computer è il massimo della “ragione”. Una volta impostato procede con logica verso la meta sia per realizzare tensostrutture sconvolgenti sia per realizzare i “loculi per vivi” di tante moderne abitazioni; sia per aprire il futuro alle nano-tecnologie sia per mengheliane sperimentazioni eugenetiche. Le componenti evangeliche della nostra realtà antropologica (come in parte è sottolineato anche nella Lectio odierna che parla di cuore, anima, forza, mente, ecc.), sono molto più vaste della attuale visione scientifica solo chimica e istintivamente avvertiamo dimensioni che trascendono i soli livelli vegetativi e sensitivi…
John R.Scarle in La mente sostiene: non esiste un mondo scientifico. Non esiste che un unico mondo: quello in cui viviamo. Per questo la separazione tra scienza, filosofia e teologia è assurda: ognuna di queste componenti del sapere, del mondo reale, deve essere conscia dei limiti della propria ignoranza…
La ricerca del Deus interior che è appannaggio d’ogni mistica intesa come comunione diretta dell’uomo con Dio, entra in collisione da una parte con le mediazioni dei vari poteri monastici ed ecclesiastici (Claudio Leonardi, Medioevo latino, Simsel, 2005) e dall’altra con gli interessi e le installazioni delle baronie scientifiche. Non esiste solo un “papa” ma anche tanti “antipapi laicisti”! Il 93% dei membri dell’Accademia delle Scienze statunitense si dichiarano non credenti perché secondo loro più si è intelligenti e brillanti, e meno si risulta essere credenti e creduloni. Il premio Nobel Richard Roberts (riecheggiando Petronio e Feuerbach sostenitori del primis timor fecit deos) sostiene a sua volta: Se non ci sono prove per l’esistenza di dio, perché dovremmo inventarcelo? Questi sono i dotti e sapienti secondo la nostra società mediatica. A nulla è servito che Kurt Gődel, il più grande logico del ‘900, abbia dimostrato col suo “II° principio di indeterminazione” che nessun sistema coerente può essere utilizzato per dimostrare la sua stessa coerenza: non si può dimostrare con la matematica che può esistere solo quello che è matematizzabile! (La prova matematica dell’esistenza di Dio, Bollati Boringhieri).

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