Presentazione

“Il segreto di San Miniato” verrà presentato a Milano sabato 7 giugno alle 15,30 presso la Libreria Esoterica (piazza Missori - Galleria Unione 1).
Introdurrà Adriana Mangialajo Rantzer.
Sarò ovviamente presente anche io e mi porterò un corredo di immagini da proiettare, per spiegare come nasce questo libro.
Oggi l’amico Luigi Codemo ha commentato il libro sul suo blog: http://delvisibile.wordpress.com. Le sue parole aprono un affascinante dibattito, perché egli non accetta la possibilità di una gnosi, un metodo ascetico la cui tradizione si tramandi intatta da secoli. O almeno che questa strada sia qualcosa di più di semplice “cenere fredda”. Con Luigi sono anni che ci scriviamo, io so come la pensa e lui sa come la penso io ed entrambi ci stimiamo e ci rispettiamo. Siamo infatti consapevoli di seguire strade diverse, ma che la via è la stessa e così la meta.
A questo proposito è interessante vedere quanto ha scritto su questo mio blog l’amico Alex dei fratelli templari della Certosa di Firenze, commentando il mio testo per un Esoterismo cristiano. Che Alex preferisce chiamare Cristianesimo esoterico. Ed effettivamente c’è una bella differenza. Su questo ha ragione lui.

7 Responses to “Presentazione”

  1. FRATRES TEMPLI Says:

    Forse non mi ero espresso chiaramente, mentre Renzo è stato assai chiaro e mi trova d’accordo, nel suo ‘Per un esoterismo cristiano’:
    .

    A tal proposito copio una parte di un intervento che vorrei pubblicare:

    >
    alex

  2. FRATRES TEMPLI Says:

    di nuovo è saltata una parte dell’intervento:

    >
    alex

  3. FRATRES TEMPLI Says:

    pare che il ‘copia-incolla non funzioni..
    trascriverò direttamente più tardi.
    alex

  4. FRATRES TEMPLI Says:

    Forse non mi ero espresso chiaramente, mentre Renzo è stato assai chiaro e mi trova d’accordo, nel suo ‘Per un esoterismo cristiano’:

    Dunque potrebbe sembrare giusto parlare di ‘Cristianesimo esoterico’ anzichè di ‘esoterismo Cristiano, (islamico, ebraico etc.)’, ma il termine ‘Cristianesimo esoterico’, fa pensare ad un’altra ‘confessione’ del Cristianesimo, un’altra ‘Chiesa’ cristiana, cosa inaccettabile, come R. Guenon, e non solo lui’ evidenzia nel suo testo “L’esoterismo Cristiano e San Bernardo”, mentre si tratta solo di un particolare aspetto della ‘Conoscenza’ della ‘Cerca’, una ‘via’ un ‘camino’ applicabile ad ogni confessione religiosa.

    Ricordo che lo Shayk Abd Al Wahid Pallavicini in un incontro comunitario con noi templari tenutosi in Certosa, ebbe a puntualizzare la sua contrarietà verso tutti gli ‘..ismi’.

    Ma come potrebbe risolversi il problema dell’ismo? Lascio aperta la ‘vessata questio’ a chi è più esperto di me nell’uso della parola.

    Alcuni stralci dall’articolo di Mike Plato, rivista Hera nr.80, sett. 2006:

    ‘Cristianesimo esoterico‘ - ‘Basilide- Lo gnosticismo dell’eccellenza’.

    L’articolo inizia con una citazione da Henry-Charles Puech:

    >

    >…

    A proposito di ‘Esoterismo e Gnosi’ ricordo alcuni interventi di Padre Giovanni Vannucci:

    Da: “Fraternità”, Bollettino di collegamento con gli amici dell’Eremo di San Pietro alle Stinche Giugno 2007

    LA PREGHIERA.

    Pag. 9; Nella tradizione religiosa, cristiana e non cristiana, la pratica della preghiera è sempre accompagnata da una prassi ascetica, da un combattimento contro i nemici che ostacolano la perfetta partecipazione del credente all’ascesa della vera vita.

    Pag. 10; Il termine di questo cammino ascensionale è chiamato dal Maestro il “Regno dei cieli”. Esso non è fuori dall’umana coscienza, ma dentro: “Il Regno di Dio è dentro di voi” (Luca 17,21). Dentro di noi come possibilità di ascesa personale, di una seconda nascita. La tradizione religiosa considera la condizione ordinaria dell’uomo come uno stato di torpore, in esso i fenomeni non sono appresi nella loro piena realtà, ma come apparenze, maya; il cammino è segnato da tappe i cui nomi cambiano ma la cui sostanza è identica. … Una celebre preghiera indiana suona così: “Guidaci dall’irrealtà al reale, dalle tenebre alla luce, dalla morte all’immortalità”.

    Pag. 13,14; La diversità dipende dalla varietà delle coscienze umane che l’hanno accolto (-il Cristo-), dalla diversità della storia, e anche dal clima di ciascun popolo. …. Lo stesso fenomeno è verificabile in tutte le forme religiose. Al di là di tutti i particolarismi sociali o temporali delle grandi religioni (…), appare una zona culminante che si colora certamente dei tratti differenziali delle singole religioni ma le trascende e si congiunge ad un mondo di archetipi e di qualità essenziali che muovono attorno all’atto creatore e alla manifestazione dello Spirito Santo.

    Dietro a quello che sto dicendo si profila un inevitabile dualismo esistente tra l’essenza religiosa e le forme che storicamente essa assume nel tempo e nello spazio. (…) Così il Cristianesimo ha avvolto il messaggio centrale dell’incarnazione, morte, resurrezione del Figlio di Dio in formulazioni dogmatiche, morali, rituali, sociali; (…).

    Pag.15; A questo incrocio tra l’inesprimibile e l’espressione, il non-tempo e il tempo, la soprastoria e la storia, viene a collocarsi la preghiera dei fedeli che, desiderosi di vivere eroicamente il mistero cristiano, costituiscono l’ecclesia orante. … essi si interrogano sul loro cammino cristiano chiedendosi: il mio itinerario cristiano termina con un’istituzione, un’ideologia, una serie di riti devozionali, oppure nell’incontro con Cristo figlio del Dio vivente? È il momento del passaggio critico dal mondo dato dai sensi al mondo soprasensibile, dai ragionamenti umani a quelli di Dio… Superata questa notte oscura dei sensi, le istituzioni ci appariranno nella loro verità e nella loro pesantezza, nella loro trasparenza e nella loro opacità; non ci opporremo a nessuna, ma infonderemo nelle ossa inaridite dalla non-vigilanza di tutti l’energia vivificante dello Spirito. … Tutte le religioni hanno un doppio aspetto: uno esoterico ed uno essoterico, e portano nel seno della loro esperienza quelli che hanno “orecchi per ascoltare e occhi per vedere” e quelli che “avendo occhi e orecchi non vedono e non ascoltano”. La via esoterica, che potrei chiamare la via della cosciente meditazione sui contenuti della propria esperienza religiosa, è il cammino che conduce dalla lettera allo spirito, dalla organizzazione esteriore alla sua anima interiore, dai dati della lettera all’epifania dello Spirito Santo.

    Da: ‘SERVITIUM’ , Quaderni di ricerca spirituale, Settembre/Ottobre 2004

    Parte prima: Giovanni Vannucci a vent’anni dalla morte.

    Pag.31: Nella prefazione al libro di Alberto Camici, Uomo di luce, dom Cristopher Maria Zielinski dice di padre Giovanni: “Giovanni Vannucci era un “Servo di Maria”, “un uomo nobile”. Da questa straordinaria coincidenza fra l’amor cortese e la”gnosi cristiana” nasce la sua alta visione dell’uomo, del mondo e di Dio”.

    Lui che un giorno ebbe a dire a chi gli diceva di essere un ‘mistico’: “Direi piuttosto uno gnostico”. Ma forse Giovanni è semplicemente un “monaco” cristiano che raggiunge con la sua scala il cielo, perché essa è poggiata sulla terra. … ho avuto modo di ricordare a chi cercava di definire p. Giovanni alla luce di questa dinamica che universalizza il messaggio senza perderne la identità originaria, di definirlo ora come mistico, ora come gnostico, ora come animus esoterico (i termini vanno presi nel senso più rigoroso e qualitativo), ora come uomo di vastità culturale pluriforme e pluristratificata, ora come poeta del reale, ora come…

    Pag. 33: per riprendere, infine, le parole di padre Vannucci, rivolte agli “uomini del silenzio” dell’incontro di Bruges:

    “A proposito delle vie occidentali, penso che sia necessaria una dilatazione ecumenica della stessa ampiezza e comprensività di quella già in atto con quelle orientali. Per delle precise ragioni storiche, nel monachesimo occidentale è prevalsa la forma della meditazione degli ‘Exercitia spiritualis’, forma che non soddisfa le esigenze di tutte le coscienze consacrate alla via del silenzio. L’interesse dell’Occidente per il Simbolismo, la Gnosi, l’Alchimia, la Cabala ebraica e cristiana, l’Astrologia, non deve passare inosservato dal monachesimo occidentale per recuperare alcune vie di contemplazione che sono state costrette alla clandestinità. Non per accrescere il bagaglio delle nozioni mentali, ma per introdurre nelle nostre consuete strutture un’apertura liberatrice. Per dilatare quell’insieme di concezioni che formano la nostra cultura, il nostro modo di vita, le nostre tradizioni, i nostri conformismi.

    SPERO CHE QUESTO MIO INTERVENTO NON SIA RISULTATO TROPPO LUNGO, MA L’ARGOMENTO….

    ALEX

  5. FRATRES TEMPLI Says:

    PARTE SALTATA NEL COMMENT PRECEDENTE:
    ‘Cristianesimo esoterico‘ - ‘Basilide- Lo gnosticismo dell’eccellenza’.

    L’articolo inizia con una citazione da Henry-Charles Puech:

    “Che cos’è la gnosi, che cosa chiamiamo gnosticismo?

    Storicamente con questo termine è stato dapprima indicato un movimento eretico – quindi posteriore e interno al Cristianesimo – particolarmente vivace nel II° secolo d.C. durante il quale Basilide, Valentino, Marcione, Gardesane, considerati i successori di Simon Mago e Saturnino di Antiochia, ne sono i principali rappresentanti. Il movimento sopravvisse fino al VII° secolo, entro raggruppamenti molteplici e vari: ofiti o naaseni, gnostici propriamente detti, sethiani, arcontici, audiani, basilidiani, valentiniani, marcioniti. Fondandosi su rivelazioni o su tradizioni segrete che si presumeva venissero da Cristo o dai suoi apostoli, questi eresiarchi pretendevano di dare del Cristianesimo un’interpretazione trascendente e completa, accessibile ai soli iniziati o a una elite, ad una classe di conoscitori e di sapienti, di gnostikoi o di spirituali, superiori per natura alle altre due classi dell’umanità costituite dagli psichici (i cristiani comuni la cui fede è cieca e non sono in grado di penetrare il grande mistero) e più in basso dagli ilici (terrestri, materialisti che credono solo a ciò che vedono, atei).”

    >…

  6. FRATRES TEMPLI Says:

    RIPROVO IL SEGUITO DELL’ARTICOLO SALTATO:
    … una cosmogonia (dei padri della gnosi, n.d.r.) che tocca vertici di assoluta eccellenza proprio in Basilide, oltre che in Valentino, una cosmogonia che ha nella verticalità il suo elemento di distinzione rispetto a quella che definisco “religione per le masse”, che insegna invece un universo orizzontale. In tal senso, la moderna scienza “dogmatica” supporta la “religione per le masse” e ne è supportata, dal momento che anch’essa non concepisce altro che questo universo materiale.

    Eppure l’episodio biblico della scala di Giacobbe, ove il patriarca vide angeli scendere e salire, è la prova che gli antichi saggi fossero fondamentalmente gnostici, poiché quella scala è l’universo nei suoi diversi strati-livelli vibrazionali, mondi o eoni percepibili solo spostando la frequenza della coscienza…. Gli gnostici dell’antichità, che fossero cristiani o pagani (ermetismi), sulla base del principio frattalico secondo cui l’alto è come il basso, ritenevano che l’uomo, in quanto microcosmo, era strutturato come il macrocosmo. Se quindi vi sono 11 livelli vibrazionali nell’universo, il che è un assioma della Cabala (albero delle sephiroth) e della fisica quantistica, vi saranno 11 stati di coscienza possibili nell’uomo. Questa è la vera Scala di Giacobbe ove gli angeli (stati di coscienza) salgono e scendono. Noi siamo ancorati, per ragioni sconosciute, ad un solo stato di coscienza che corrisponde all’universo materiale, il più basso degli stati possibili.

  7. Renzo Manetti Says:

    Quanti siano gli stati di coscienza, non so. Se le 10 sephirot o i 7 chakra o gli 11 livelli di cui parla Alex, o le 9 beatitudini citate da Gesù. Certo è che ci sono e addentrarsi in essi è come salire una scala verso livelli di coscienza e di vibrazione sempre più elevati, fino a fondersi con la stessa vibrazione sottile che pervade tutto l’universo e probabilmente lo costruisce ex novo ogni istante.Ho l’impressione che l’ultima vibrazione sia quella che infrange definitivamente le barriere dello spazio tempo, dell’universo euclideo e dei numeri interi, che trasmuta la materia in pura energia luminosa…
    Ma l’ascensione ai livelli di coscienza più elevati è in realtà una discesa nel profondo della nostra forma interiore. E’ questo l’apparente paradosso dei mistici ebraici i quali, meditando i misteri del Carro della visione di Ezechiele, chiamavano se stessi “coloro che scendono verso il Carro”. Scendono e non salgono: gli studiosi moderni si sono sempre fermati disorientati di fronte ad una definizione per loro così illogica. In realtà il Carro che porta il Trono di Dio è dentro di noi, nel profondo della nostra coscienza o anima.Un giorno scriverò qualcosa su questi mistici, la cui fraternità risale ai tempi dell’esilio babilonese ma che hanno permeato nei secoli l’esoterismo ebraico e, sono convinto, attraverso di esso anche quello cristiano.

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