Pentecoste a San Miniato
Alle 10 di mattina a San Miniato al Monte di Firenze celebra messa il giovane monaco Bernardo.
Vi partecipo per la prima volta nella Pentecoste di ieri, restando emozionato dalla intensa e colta semplicità di questa liturgia. Ieratico nell’edicola michelozziana, Bernardo scandisce i passi più importanti della messa intonandoli con i ritmi modulati e armonici della melodia gregoriana e la sua voce sicura e serena vibra all’unisono con le geometrie sacre dei marmi dell’antica basilica. Nell’omelia l’esile monaco affronta il mistero della Pentecoste con parole nelle quali la ricchezza culturale si lega alla semplicità, ricorrendo con naturalezza a simboli antichi, come il respiro di Dio riferito allo spirito ed il vaso riferito al cuore che lo accoglie.
Mentre nelle parrocchie i sacerdoti officiano messe le quali somigliano sempre più spesso ad assemblee che ad azioni sacre, mentre le loro parole difficilmente riescono ad andare al di là di un generico richiamo al vogliamoci bene, il misticismo cristiano ed il senso del sacro sembrano oggi sopravvivere nei monasteri, cittadelle che custodiscono lo spirito dagli assalti del mondo profano.
Grazie a voi, monaci miei di San Miniato, guardiani di un tesoro così grande.