Intervista
Su La Nazione di oggi 7 maggio è uscita una mia intervista rilasciata a Michele Brancale. La Nazione mi definisce “uno dei massimi studiosi di Leonardo e della Firenze esoterica”. Per la Firenze esoterica passi pure, ma massimo studioso di Leonardo non è vero! Lo ripeto: non è vero. Mi sono occupato e mi occupo dell’enigma Gioconda, ma di Leonardo le cose che non so superano quelle che so. E per invertire la proporzione mi ci vorranno ancora anni di studio. Per ristabilire la cose nel modo giusto, allego qui di seguito il testo dell’intervista rilasciata a Michele, che nel testo pubblicato è stata tagliata di parti essenziali.
1. Nella sua architettura Firenze nasconde dei messaggi. Lei ha decifrato quello della basilica di San Miniato. Qual è?
Gli edifici sacri venivano costruiti utilizzando le stesse misure e proporzioni che la ragione individuava nell’universo. Così, radicati nella terra ma modellati sul cosmo, essi diventavano simbolicamente luoghi di passaggio fra terra e cielo, fra la dimensione della materia e quella dello spirito. San Miniato, le cui proporzioni geometriche compongono una sinfonia musicale analoga a quella delle sfere celesti, è una porta del cielo, come recita anche un’iscrizione sul gradino d’ingresso.
2. Chi sono i “fedeli d’amore”?
La Vita Nuova di Dante è un’opera che, dietro l’apparenza della poesia d’amore, nasconde profonde allegorie filosofiche e teologiche. Queste ultime non si rivolgevano a tutti, come Dante stesso precisa, ma solo a quelli che egli definisce “fedeli d’amore”. La presenza nei loro versi di un significato nascosto, comprensibile solo a quanti possedevano la chiave per decifrarlo, fa pensare che i “fedeli d’amore” non costituissero un semplice movimento filosofico, ma una vera e propria fratellanza, le cui origini sono da cercare forse nella Provenza dei trovatori e della Cabbalà ma i cui esiti confluiscono nel Rinascimento fiorentino.
3. Firenze è stata una città che ha traghettato la cultura templare. In che modo?
I rapporti dei Templari con la classe mercantile e con le elite culturali fiorentine dovettero essere assai stretti, tant’è vero che proprio da Firenze si levarono voci autorevoli in loro difesa: dal cronista Villani, a Dante e Boccaccio. I templari avevano una sorta di terz’ordine nel quale ammettevano i laici. Se ricordiamo che il Tempio fu soppresso con sentenza non definitiva, si può pensare che i confratelli laici, sfuggiti all’epurazione, continuassero a riunirsi in segreto in attesa di una riabilitazione che poteva apparire prossima. Numerosi indizi inducono a credere che Dante, Boccaccio ed i “fedeli d’amore” fossero vicini ai Templari. Attraverso la loro filosofia, la gnosi templare sarebbe confluita nell’Umanesimo.
4. Lei ha dedicato molti dei suoi studi a Leonardo Da Vinci. Chi è Monna Lisa?
Non certo la moglie di Francesco del Giocondo, il cui ritratto è perduto o forse nascosto negli strati più antichi della Gioconda del Louvre, ma un’allegoria filosofica di quell’entità che Dante aveva chiamato Beatrice e Petrarca Laura. Si tratta di un’immagine dell’Intelletto, dell’essenza spirituale di Leonardo, che dimostrava quanto egli scriveva e cioè che il pittore era in grado di rappresentare concetti ideali con maggior efficacia del poeta. La genesi del dipinto è da cercare nel cenacolo filosofico che si riuniva presso Giuliano dei Medici, come Leonardo stesso ebbe a raccontare. Su questo argomento sto preparando un saggio, che ritengo possa aggiungere convincenti prove a quanto ho scritto fin qui.
5. Cosa pensa della ricerca del dipinto di Leonardo, sotto il grande affresco del Vasari nel Salone dei Cinquecento?
Penso che sia una ricerca affascinante e da tentare, anche se probabilmente non è rimasto quasi nulla di quanto Leonardo aveva fatto. Altrimenti Vasari non lo avrebbe coperto.