Per un esoterismo cristiano

Come ho detto avanti, ateismo ed esoterismo sono in contraddizione aperta. Esoterismo è infatti la ricerca dell’immagine divina nascosta nel profondo del nostro essere. L’esoterismo è unico, ma la strada può essere differente per ogni persona ed assumere caratteri diversi in ogni cultura. Si può perciò legittimamente parlare di esoterismo islamico, di esoterismo ebraico, di esoterismo cristiano, di esoterismo massonico. Tralascio per ora le ricche vie dell’esoterismo dell’estremo oriente perché, come disse il Dalai Lama in una memorabile conferenza a San Miniato al Monte, “non è giusto imporre ad ogni palato la cucina forestiera a cui non è abituato”. Il fine ed il cuore di ogni via esoterica sono gli stessi, ma i metodi possono divergere.
La mia ricerca segue le orme di quella del padre Giovanni Vannucci, percorrendo i sentieri dell’antica tradizione esoterica cristiana, scoprendo un po’ per volta e con timore il velo che la ricopre. Questa tradizione è la stessa dei “fedeli d’Amore” medievali, quale la tramandò Dante; la medesima che emerse nell’Umanesimo fiorentino commentata con entusiasmo da Pico della Mirandola.
Nella Vita Nuova, Dante illustrò il senso esoterico dei propri versi, ma le parole che impiegò furono volutamente altrettanto criptiche. Nel Convivio il suo commento si fece più generoso, ma ancora molto non fu detto. Il metodo di Dante fu ripreso più volte nel Rinascimento, ad esempio da Lorenzo de’ Medici che spiegò anch’egli il senso nascosto dei propri sonetti. Pico commentò la Canzone d’Amore di Girolamo Benivieni e la sua fu la spiegazione più chiara che sia mai stata scritta dei segreti della filosofia d’amore medievale e rinascimentale.
Eppure non tutto poteva essere detto, come Pico più volte ebbe a scrivere:
“Fu openione delli antichi theologi non si dovere temerariamente pubblicare le cose divine e li secreti mysterii, se non per quanto di sopra n’era permesso…Al volgo solo la corteccia de’ mysterii amorosi dimostri, riserbando la midolla del vero senso alli intelletti più elevati et più perfetti, regola osservata da qualunque delle cose divine appresso alli antichi ha scritto”.
Lo stesso Pico coraggiosamente difese Origene, considerato eretico dalla Chiesa, ritenendolo colui che più degli altri aveva indagato il senso segreto della Scrittura e riprendendone la convinzione di una tradizione esoterica che si rifaceva a Cristo stesso:
“Scrive Origene Iesu Cristo havere revelato molti mysterii a’ discepoli, li quali loro non vogliono scrivere, ma solo ad bocca a chi a loro ne pareva degno li communicavano”.
Sul monte Tabor, egli aggiungeva, Cristo non aveva portato tutti i discepoli, ma solo tre ed aveva ingiunto loro di non rivelare agli altri ciò che avevano visto.
La nostra strada è la ricerca di ciò che non poteva essere scritto, condotta attraverso i simboli ed i segni che gli antichi hanno più volte lasciato per guidare chi sarebbe venuto dopo di loro: questi segnali sono ancora intorno a noi, negli scritti, nelle opere d’arte, nelle architetture. Aspettano solo di essere letti.

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Ma se non tutto deve essere divulgato, perché scrivere libri ed in particolare saggi che spieghino il significato dei simboli? Alcuni mi hanno rimproverato di esporre argomenti che sarebbe più opportuno tacere. Sono dell’opinione anch’io che l’esoterismo sia una ricerca personale e che quanto veniamo apprendendo passo dopo passo debba essere trasmesso soprattutto oralmente. Ma il libro è uno strumento speciale, che accoglie e distribuisce la parola spesso in forme inaspettate. La comunicazione visiva via etere non si addice ai temi esoterici, ma il libro si. I libri che parlano di sapienza sembrano anzi assumere una vita propria e selezionare essi stessi i lettori più adatti. A volte infatti non è il lettore che cerca il libro, ma il libro stesso che trova il lettore. Mi è capitato più volte di parlare con persone che mi hanno detto di essere stato “trovate” da un libro che le ha poi profondamente impressionate. Certo, un libro sapienziale può essere letto da tutti ma, come disse il primo Imam, Alì ibn Abi-Talib, riferendosi alla profezia “vi è un’immunità che la preserva dall’essere profanata: il fatto che la gente comune ne parla soltanto nel senso letterale, essoterico”.
Questa grande verità non si applica solo alla profezia intesa in senso stretto, ma ad ogni forma di trasmissione sapienziale, scritta od orale. I simboli ne sono l’esempio più chiaro: essi si rivolgono a tutti, ma parlano a ciascuno a seconda del livello del suo cuore. Alcuni non sapranno andare al di là del senso letterale ed apparente, altri raggiungeranno quello morale, altri ancora quello allegorico. Pochi infine saliranno la scala ardua del senso anagogico, che scende nel profondo del mistero celeste. “Salire” e “scendere”: sembra una contraddizione? Nel nostro caso non lo è ed ho usato le due parole con sincera intenzione.
Per questo fra le opere che ho pubblicato per trasmettere i passi della mia ricerca nel mondo dei simboli, ho usato anche la tipologia del romanzo. Il Segreto di San Miniato è costruito come i racconti medievali del Graal: dietro una forma che intende essere gradevole ed accessibile a tutti, quella del romanzo storico denso di vicende che appassionino il lettore, si snoda infatti e si conclude un itinerario sapienziale. Questo è cominciato con la pubblicazione di Desiderium Sapientiae nel 1996 ed è giunto dieci anni dopo al Segreto di San Miniato: si tratta dei due libri che mi sono più cari. Non siamo tuttavia in presenza di un percorso concluso, ma di un punto di partenza verso tappe che ancora non conosco. Come Dante prescrisse nel Convivio, nel Segreto di San Miniato dietro al senso letterale se ne nascondono altri tre: morale, allegorico ed anagogico. Sono certo che il libro saprà trovare le persone giuste per ciascuno di questi sensi.

15 Responses to “Per un esoterismo cristiano”

  1. mezzaBarba Says:

    mi piacerebbe sinceramente essere una delle persone ‘trovate’ dal suo libro: sento tuttavia una profonda inadeguatezza, non solo per il mio scarso interesse nelle questioni ‘morali’, ma anche e soprattutto per la mia totale ignoranza di allegorie ed anagogie. Sarebbe cosi’ gentile da spiegarmi cosa s’intende con significato anagogico?

  2. mezzaBarba Says:

    p.s. il fatto che la conoscenza sia ‘nascosta’ o riservata a pochi ‘eletti’ ha sempre provocato in me un malcelato moto di stizza. non sarebbe il caso secondo lei che tanto Bene fosse infine donato a tutti gli esseri umani? o meglio, che ognuno di noi fosse ‘addestrato’ fin dalla nascita per riceverlo?

  3. FRATRES TEMPLI Says:

    -TEMPO DI PENTECOSTE-

    ……
    da Max Heindel

    Ieri sera alla ‘Lectio divina’ tenuta da Dom Bernardo a San Miniato a Monte, a proposito di Pentecoste, è stato detto che pur parlando ‘lingue’ diverse si comprendevano…

    - ESOTERICO = ‘ESSENTIA’
    - EXOTERICO = ‘EXISTENTIA’
    ‘COINCIDENTIA OPPOSITORUM’

    ‘Essere ed Esistere’ sono (anzi dovrei dire è!) i due aspetti, (due ‘lingue’), diversi ma complementari, di una stessa cosa, la vita, nella sua totale manifestazione, materiale e spirituale. Non sono ‘nascosti’ nè ‘riservati’ ma entrambi, anche se apparentemente divisi, hanno bisogno di essere ‘compresi’ globalmente nella propria essenza.

    In Oriente, le polarità Yin-Yang, (essenza-esistenza) seppur diverse e apparentemente divise dato che hanno due nomi diversi, sono in realtà indivisibili e non esistono da sole, (in terra?); entrambe concorrono a formare il ‘Tao’. Dal loro mobile equilibrio, scaturisce il ‘Ki’, la vita, nelle sue infinite manifestazioni, nel bene e nel male, in salute e malattia, spirito e materia.

    ‘GRATIS GRATIAE’

    Rispondendo a mezzaBarba, ‘ognuno di noi non può essere ‘addestrato’ (e da chi???) fin dalla nascita’ ma, questa apparente divisione e, direi, ‘predisposizione’, è considerata
    ‘Grazia di Dio’ da S.Paolo:

    e, interpretando il titolo di una delle più importanti opere di San Bernardo ‘De Gratia et libero arbitrio’ starà al nostro personale arbitrio accettare questo dono dello Spirito, e cercare di ‘disvelarlo’ pur restando con i piedi in terra. Non sarà un cammino facile…

    Sperando di non aver fatto ‘confusione’ e, a proposito del ‘Camino’, concludo metaforicamente con Dante:

    “Ormai convien che tu così ti spoltre;”
    disse ‘l maestro “ché, seggendo in piuma,
    in fama non si vien, nè sotto coltre;
    senza la qual chi sua vita consuma,
    cotal vestigio in terra di sè lascia.
    Quale fummo in aere ed in acqua la schiuma.” (inf,XXIV,46-49)

    Alex

  4. FRATRES TEMPLI Says:

    NELL’INIZIO DEL MIO POST PRECEDENTE E’ SALTATO QUANTO SEGUE:

    TEMPO DI PENTECOSTE

    “PER OGNI CHIESA E NON PER UNA SOLA
    L’UNIVERSALE SPIRITO DISCESE
    NEL DI’ DI PENTECOSTE, E UN’AUREOLA
    DI LUCE SU OGNI APOSTOLO DISTESE.”
    DA MAX HEINDEL

  5. FRATRES TEMPLI Says:

    PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE IL TEMA DELL’ESOTERISMO CRISTIANO, NON DEL CRISTIANESIMO ESOTERICO!!!, CONSIGLIO IL TESTO: “L’ESOTERISMO CRISTIANO E SAN BERNARDO” DI RENE’ GUENON, EDIZ. ARKTOS.

    A PROPOSITO DEL MIO PRECEDENTE POST MI VIENE DA PENSARE CHE L’IMPEGNATIVA POSIZIONE DI BENEDETTO XVI° CIRCA ‘FIDES ET RATIO’, CIOE’ LA NECESSITA’ DI CONIUGARE E CERCARE UN EQUILIBRIO FRA QUESTI DUE POLI APPARENTEMENTE ‘DISSIDENTI’, ALTRO NON RISPECCHIA CHE LA RICERCA DI QUELL’EQUILIBRIO FRA ‘ESSENTIA= FIDES ET EXISTENTIA=RATIO’ DA ME COMMENTATA.

    NOTO DI NUOVO CHE NON E’ COMPARSA SUL POST PRECEDENTE LA CITAZIONE DA SAN PAOLO, ALLA QUARTA RIGA DOPO ‘GRATIS GRATIAE’:

    “Divisiones vero gratiarum sunt, idem autem Spiritus: et divisiones ministrationum sunt, idem autem Dominus: et divisiones operationum sunt, idem vero Deus qui operatur omnia in omnibus. Unicuique autem datur manifestatio Spiritus ad utilitatem. [1Cor 12, 4-7]
    ALEX

  6. FRATRES TEMPLI Says:

    MI PERMETTO DI COMUNICARE IL NUOVO BLOG DELLA ‘CONGREGAZIONE TEMPLARE SAN BERNARDO DI CLAIRVAUX’ AL MOMENTO IN FASE SPERIMENTALE:

    http://FRATRES-TEMPLI.spaces.live.com

    alex

  7. Renzo Manetti Says:

    Leggo solo oggi quanto ha scritto Alex dei fratelli templari. Grazie, Alex, per questo tuo bel contributo. Trovo molto giusto il parallelo fra esoterico - essenza ed essoterico - esistenza. Benché i due opposti principi si confrontino solo nella sfera dell’esistenza e si annullino in quella della essenza, la sole dove gli opposti coincidono e l’androginia originaria si ricostituisce. Così fede e ragione, o meglio intelletto e ragione, costituiscono i due poli complementari della Conoscenza, come le due sephirot, Hochmah e Binah che discendono da Keter, la Corona, e le fanno da spalla come due colonne nella Triade superiore.
    Non conoscevo il libro di Guenon su San Bernardo. Grazie per la segnalazione.

  8. mezzaBarba Says:

    credo che un fratello del Tempio possa capire e apprezzare il significato della parola ‘addestramento’

  9. FRATRES TEMPLI Says:

    Addestrare: a tal proposito, la prima cosa che mi viene in mente è una frase di Confucio:
    ” Non si possono insegnare cose uguali a persone diverse “…

    Ma San paolo riconosce la diversità di talenti e carismi come un dono divino per l’utilità DI TUTTI!.

    ‘Addestramento’…Tento una possibile etimologia…
    Addestrare-Addestramento-Addestrato=Colui che conosce….
    che è ‘posto’ alla destra… del Padre-del Re-dell’Imperatore, etc.

    Di nuovo a proposito delle polarità ‘Essentia-Existentia’, ‘Fides et Ratio’, etc.;

    Le due colonne del Tempio di Salomone, Jakim e Bohaz, che simboleggiano l’aspetto Sacerdotale e quello Regale, sostengono in equilibrio e armonia complementari l’Architrave Shalom, la Pace.

    Segue… più tardi….
    Alex

  10. FRATRES TEMPLI Says:

    UN BELLISSIMO TESTO SU SAN PAOLO SECONDO LA ‘SCIENZA DELLO SPIRITO’: “SULLA VIA DI DAMASCO-IL NUOVO AVVENTO” DI RUDOLPH STEINER, GETTA UNA NUOVA LUCE ‘ESOTERICA’ SULL’APOSTOLO ‘INIZIATO’ AI MISTERI, SPESSO VITUPERATO SENZA RAGIONE…

    SONO D’ACCORDO CON RENZO CHE LA PAROLA ‘ESOTERISMO’ ABBIA COMUNEMENTE ASSUNTO UN SIGNIFICATO DELETERIO E FUORVIANTE.
    FORSE SI DOVREBBE PARLARE DI ‘GNOSI”, EBRAICA, CRISTIANA, ISLAMICA, BUDDISTA, INDUISTA, ETC.
    ALEX

  11. mezzaBarba Says:

    addestrare
    rendere ‘destro’ (abile, preparato) qualcuno in qualcosa.
    forse fuorviante sarebbe anche l’associazione di gnosi con esoterismo.

  12. Renzo Manetti Says:

    Io invece sono d’accordo con i fratres tmpli ad usare il termine gnosi al posto di esoterismo, tanto è vero che spesso parlo di itinerario sapienziale che quasi è la stessa cosa. L’unico problema è che anche in questo caso si rischia di essere fraintesi, perché molti identificano la gnosi con l’eresia gnostica ed a mio parere questo è sbagliato. Gnosi è una ricerca, è la strada verso la conoscenza. E’ dunque un’atteggiamento dell’anima. C’è dunque una gnosi all’interno del cristianesimo ed anche del cattolicesimo romano. Non è riservata a tutti, come ho detto, anche se aperta a tutti. A molti infatti non interessa. Lo gnostico probabilmente nasce tale.

  13. FRATRES TEMPLI Says:

    Sono d’accordo con Renzo, penso proprio che ‘gnostici’ si nasca… e che la ‘vituperata’ Santa Gnosi sia l’altra faccia della ‘conoscenza’ ufficiale, ‘terricola’…

    Forse il presupposto, l’”imprinting”, è una disposizione caratteriale, mentale e dell’anima, (la riterrei quasi un dono, una ‘Grazia’… da non disgiungersi con il ‘libero arbitrio’, la possibilità di scelta…) una smania di ‘canoscenza’, che ‘intender non la può chi non la pruova’…

    ‘Cogito ergo sum’ non può non condurre al costruttivo ‘dubito ergo sum’, indispensabile per poter ‘distinguere’, (non per giudicare, v. San Paolo), ‘diluire’, ‘depurare’ e, per rimanere nel tema delle polarità fra ‘essentia-existentia’ al conseguente ‘Credo, dunque Sono’.
    Pensare, dubitare, credere, ecco la ‘triade’ dell Essere e dell’Esistere.

    “Recto cogere-recto dicere-recto agere’ ed il conseguente ‘recto scire’ di Zoroastriana memoria lo ritroviamo nella formula penitente cristiana: “… poichè ho peccato con pensieri, parole, opere”, con l’aggiunta di “omissioni”.

    Se ‘La verità ci farà liberi’, fra le ‘omissioni’ si potrebbe forse anche comprendere ‘omettere di conoscere’, di sapere, (’scire’) la Verità….??

    Il buon Dott. Franco Zammarano di Firenze, grande Omeopata d’altri tempi, ebreo d’origine, profondamente cristiano, studioso della Cabala e del Talmud, di spirito Esseno, esoterista, cultore di gnosi religiose, alchimia, etc. etc. che, prendendo in cura mia moglie, la mise in condizione di poter avere i nostri figli, a dispetto della medicina ufficiale ‘dogmatica’ che le negava questa possibilità,
    ebbe a dirmi due uniche frasi in risposta alle mie infinite domande, a cui non rispondeva….:
    ‘Ut cognovit, recipuit’ e, come conseguenza, “In umbra Sua me protexit”.

    Quanto a ‘l’eresia’ gnostica, come al solito in passato si è bollato di eretico chi aspirava ad una conoscenza superiore, ad una verità ‘alta’ e ‘altra’ rispetto a ‘dogmatismi assoluti e assolutisti’, ‘umani-troppo umani’, spesso inferiori, se non a volte addirittura ‘inferi’, spacciati ai ‘poveri di Spirito’ per verità ‘assolute’.

    Concludo con Rudolph Steiner: “…i poveri di spirito?… essendone poveri… lo cercano…”
    alex-templar

  14. mezzaBarba Says:

    eppure l’esoterismo non e’ solo gnostico. E la gnosi cristiana non fu solo esoterica

  15. Renzo Manetti Says:

    se per gnosi intendiamo una disposizione dell’anima alla conoscenza, come risposta ad una nostalgia profonda del nostro essere, allora ogni gnosi conduce inevitabilmente all’esoterismo, cioè al superamento del semplice apprendimento per la via dell’esperienza sensibile. Ogni gnosi, cristiana e non, è dunque di per sé esoterica, ricordando la distinzione fra essoterico e esoterico che abbiamo fin qui fatto. Si, forse Alex ha ragione, gnostici si nasce. Ma questo non vuol dire che esista una salvezza riservata a pochi, semmai, come ricorda San paolo, che esistono diversi carismi…

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