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	<description>Architetto &#124; Scrittore</description>
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		<title>&#8220;Cavalieri del Mistero&#8221; a Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;11 maggio, venerdi, a Roma presso la consueta Libreria Aseq in via dei Sediari, alle 20.00 presenterò il mio libro &#8220;Cavalieri del Mistero. Templari e Fedeli d&#8217;Amore in Toscana&#8221;. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;11 maggio, venerdi, a Roma presso la consueta Libreria Aseq in via dei Sediari, alle 20.00 presenterò il mio libro &#8220;Cavalieri del Mistero. Templari e Fedeli d&#8217;Amore in Toscana&#8221;.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.renzomanetti.com/public/blog/wp-content/uploads/2012/05/copertina-templari_corretta-.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-373" title="copertina templari_corretta" src="http://www.renzomanetti.com/public/blog/wp-content/uploads/2012/05/copertina-templari_corretta--195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a></p>
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		<title>Siamo Eterni 2</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; E’ un dato di fatto: l’intelligenza è diffusa ovunque sulla Terra. Non è caratteristica solo dell’uomo, perché è anche attorno all’uomo. Negli animali, nei pesci dell’acqua, negli uccelli del cielo è facile constatarne la presenza. Nelle piante, e forse anche nei minerali e nelle rocce, essa assume la forma silente di un’anima vitale. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>E’ un dato di fatto: l’intelligenza è diffusa ovunque sulla Terra. Non è caratteristica solo dell’uomo, perché è anche attorno all’uomo. Negli animali, nei pesci dell’acqua, negli uccelli del cielo è facile constatarne la presenza. Nelle piante, e forse anche nei minerali e nelle rocce, essa assume la forma silente di un’anima vitale.</p>
<p>Non esiste nell’universo qualcosa che sia presente come fenomeno straordinario ed unico in un singolo luogo, perciò se l’intelligenza è diffusa, pur con gradazioni diverse, su tutta la Terra, deve esserlo anche nell’universo. Possiamo dunque dare per certo che l’intelligenza sia parte della sua struttura ed anzi, datane l&#8217;innegabile eccellenza, della sua essenza più intima. L’intelligenza appare infatti come una particolare forma di energia, la più complessa e la più sottile, pronta ad emergere, ovunque dalla materia scaturisca la vita. E’ lecito allora ritenere che essa costituisca l’energia di fondo che pervade il cosmo, che lo regola e lo rigenera in ogni istante, che ne sia il tessuto connettivo, un’onda silenziosa che ovunque è sottesa, che ogni cosa fa vibrare.</p>
<p>Nell’uomo l’intelligenza si forma nella mente e da essa si libera. L’universo è pervaso di intelligenza, deve dunque possedere anch’esso una mente, o addirittura essere il corpo che riveste una Mente. Di questa Mente infinita la nostra mente individuale è una parte. L’uomo  non è infatti un’anomalia straordinaria, ma un tassello del tutto. Il cosmo non è  una navicella che ci trasporta come esseri diversi piovuti da chi sa dove: ne siamo anche noi un elemento costitutivo e, più viviamo con i ritmi della natura e ci immergiamo nel silenzio, più siamo capaci istintivamente di comprendere il funzionamento di questa immensa Intelligenza, le misteriose corrispondenze che legano ogni parte al tutto. La Mente, l’Intelligenza dell’universo è quella che gli antichi hanno chiamato la Sapienza di Dio, che tutto ha creato e crea quotidianamente con un ordine armonico fatto di “misura, numero e peso” (Sap. 11,20).</p>
<p>Immerso e diffuso nel nostro corpo esiste dunque un fluido immateriale, che è parte dell’energia intelligente dalla quale tutta la materia è pervasa. Da questa energia promana la nostra occulta forma di luce, come l&#8217;onda che si leva dalla superficie del mare, acquisendo un’apparente individualità, per poi venire riassorbita nel corpo eterno ed infinito da cui proviene. Ed un’onda segue all’altra, tutte generate dalla medesima acqua, tutte individualità specifiche e nello stesso tempo unica entità. Contemplando la forza possente e il movimento continuo del mare sotto l’azione del vento, abbiamo di fronte l’icona della vita. Non a caso la Genesi, descrivendo il principio della creazione, usa l’immagine dello Spirito che, come una brezza, si librava sulle acque primordiali (Gen.1,1).</p>
<p>E&#8217; questa consapevolezza di infinito e di eterno un atto di fede in qualcosa che le religioni ci invitano a credere? No, è una profonda comprensione che scaturisce dall&#8217;interno di noi, dalle viscere, dalla mente, dal cuore. Questa consapevolezza ci viene dalla condivisione del tutto: chiamiamola intuizione, chiamiamola sapienza, chiamiamola come ci pare, essa è guida alla ragione, che cerca in modo inappropriato di dare parole e linguaggio a ciò che non è esprimibile. Non è importante che a dirlo siano anche le religioni; è il cosmo stesso che dentro di noi grida: siamo eterni ed infiniti!</p>
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		<title>Crisi economica e crisi della politica</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 10:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Stiamo attraversando una crisi che non è solo economica e finanziaria, ma investe la struttura stessa della nostra società: una crisi che è innanzitutto crisi di modelli di vita, di valori, di cultura, di politica. La nostra società occidentale, e in particolare all’interno di essa quella italiana, si sta disgregando, implodendo per le forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Stiamo attraversando una crisi che non è solo economica e finanziaria, ma investe la struttura stessa della nostra società: una crisi che è innanzitutto crisi di modelli di vita, di valori, di cultura, di politica. La nostra società occidentale, e in particolare all’interno di essa quella italiana, si sta disgregando, implodendo per le forze centrifughe che agiscono dal suo interno.</p>
<p>Questa crisi investe dunque anche la sfera della politica, i cui sistemi e modelli tradizionali si sono già da tempo dissolti. Oggi un governo tecnico supplisce al fallimento della politica, di un sistema, quello della cosiddetta seconda repubblica, che ha demolito ciò che lo precedeva senza riuscire a costruire un’alternativa migliore. In Italia i partiti hanno abdicato alla loro funzione, lasciando il posto ad un governo di tecnici che appare voluto soprattutto dai potentati economici, succube dell’alta finanza, dei banchieri, delle assicurazioni, dei petrolieri. Per far fronte alla crisi, questo governo non trova niente di meglio che gravare i ceti più deboli senza mettere le mani nelle tasche dei ricchi: ignora così ostinatamente ogni ipotesi di patrimoniale progressiva che invece i governi politici, più sensibili alle istanze sociali, avevano proposto. Fa pagare l’IMU alla Chiesa, ma ne esenta le fondazioni bancarie. Aggrava l’inflazione e deprime ogni possibilità di ripresa con l’aumento dell’IVA e delle accise sui carburanti. E’ incapace di attivare meccanismi utili per rilanciare l’economia. L’aumento delle imposte sulla casa mortifica l’edilizia e colpisce ancora una volta solo i ceti meno abbienti, perché non prevede alcuna progressione che gravi sulle grandi proprietà immobiliari: chi ha una modesta seconda casa paga come chi ne ha cento. Si dimentica che l’edilizia è sempre stata il naturale volano dell’economia italiana e che lo è tanto di più oggi, perché la produzione delle case non può essere delocalizzata nei paesi emergenti. L’edilizia produce lavoro in Italia, non in Serbia, non in Vietnam, non in Romania.</p>
<p>Eppure il governo tecnico – ma esiste un governo che non sia politico? &#8211; ha trovato finora un ampio consenso nell’opinione pubblica, semplicemente perché si è contrapposto al sistema dei partiti. E questo sembra sufficiente a far digerire una politica economica profondamente iniqua, che non scalfisce i privilegi. Quando la politica tornerà a farsi carico del suo ruolo, &#8211; e prima o poi questo dovrà inevitabilmente succedere -, cosa avverrà? Tutti ci rendiamo conto che i vecchi soggetti politici lasceranno il posto a nuovi, che il quadro politico verrà modificato, e ci domandiamo quali nuove aggregazioni si formeranno sulle ceneri dell’era Berlusconi. Ma forse sta proprio qui il nostro errore, nel cercare di immaginare nuovi partiti con le caratteristiche dei vecchi, con gli stessi politici di professione, con le stesse liturgie, con gli stessi interessi.</p>
<p>E’ ora di costruire una terza repubblica, nella quale i politici di professione siano messi da parte.</p>
<p>E’ ora di formare una classe politica che abbia il senso dello stato e non dei propri affari, che intenda il proprio compito come servizio, che sia pronta a farsi da parte alla fine del mandato. E’ necessario imporre una rotazione e la non rieleggibilità per più mandati consecutivi.</p>
<p>E’ ora che lo stato smetta di finanziare con i soldi pubblici i partiti ed i loro giornali. Si lasci chiunque libero di finanziare in modo trasparente un partito, detraendo la somma dalle tasse, oppure si destini a questo scopo una quota del 5 per mille dell’IRPEF. I sistemi ci sono, per un contributo trasparente che non gravi sulle tasche dei cittadini. In questo modo finirebbe anche lo scandalo dei micropartiti, che si costituiscono e si presentano alle elezioni solo per accedere al finanziamento pubblico.</p>
<p>Le nuove convergenze politiche non si possono più trovare sulle etichette: sinistra, destra, centro…Ormai le differenze ideologiche di un tempo sono sparite. Le alleanze non si possono fare sugli interessi economici e finanziari come nell’era Berlusconi. Le aggregazioni non devono più avvenire sui nomi di singoli capipopolo, perché la politica non deve essere una somma di clientele. Oggi è necessario convergere su una comune visione della società e dei valori, sugli obiettivi che da questi scaturiscono. Ecco allora che un soggetto politico nuovo dovrà scaturire dalla convergenza fra cultura laica e cultura cattolica, anzi cristiana: le due grandi anime dell’Italia che, spesso artificiosamente contrapposte, quando hanno saputo superare le loro divisioni hanno dimostrato di saper affrontare e risolvere le grandi sfide sociali. L’Italia ha necessità sia dei valori laici che di quelli religiosi: è dalla loro convergenza che si deve ricostruire il Paese.</p>
<p>Una forza di questo genere saprà affrontare i problemi dell’Italia, in primo luogo quello di un apparato burocratico elefantiaco che frena il sistema economico. Fino ad oggi si è cercato di risolvere il problema della burocrazia, affidando ai privati l’autocertificazione del loro operato: cosa lodevole, che tuttavia non risolve il problema se nello stesso tempo si continuano a moltiplicare per legge le norme, i regolamenti, i cavilli. In Italia si fanno troppe leggi che si sovrappongono e magari si contraddicono, creando una giungla inestricabile che è il terreno fertile per la corruzione e la concussione. Abbiamo leggi, decreti, circolari dello stato, abbiamo leggi, direttive, regolamenti, delle regioni, abbiamo direttive, istruzioni, norme delle province, dei comuni. Possibile che nell’edilizia, per fare un esempio, ci siano norme e procedure diverse fra comune e comune? Che quanto vale a Firenze non vada bene a Scandicci, o a Sesto o a Bagno a Ripoli? Che un tecnico debba studiarsi sempre nuove norme e regolamenti? Sfoltiamo le norme, semplifichiamo gli adempimenti ed anche la corruzione sparirà. A volte ho la sensazione che si moltiplichino leggi con il segreto intento di lasciare spazio al potere dei burocrati e alla concussione. E’ il principio dell’entropia: troppe norme equivalgono a nessuna norma. E’ straordinariamente attuale il vecchio adagio: le leggi si fanno rispettare ai nemici e si interpretano per gli amici.</p>
<p>Tante leggi si fanno per demagogia, l’altro grande male dell’Italia insieme al buonismo. Avviene un incidente sul lavoro, sulla strada, in casa e subito la classe politica si sente in dovere di inventare nuove leggi e nuove norme, sempre più cavillose e difficili, che sembrano fatte solo per dar fumo negli occhi sapendo che spesso sarà impossibile rispettarle. Norme che spesso contrastano platealmente con le regole dell’efficienza, o sono dettate da un buonismo che altro non è se non la tomba dell’amore e della solidarietà, il trionfo dell’ipocrisia.</p>
<p>Recuperare risorse eliminando i cavilli deve essere il nostro obiettivo, facendo strada a quel buon senso, che i burocrati e non di rado anche i magistrati detestano. Dirottiamo queste risorse sulla solidarietà e sulla difesa dello stato sociale, grandi obiettivi questi sia della cultura laica che di quella cattolica. Il governo tecnico si è impegnato pesantemente di fronte all’Europa: per rispettare le regole di bilancio dovremo fare ogni anno una nuova massiccia manovra correttiva. Laici e cattolici si troveranno d’accordo su un principio a entrambi comune: il peso della crisi deve ricadere sui più ricchi, sui grossi gruppi finanziari, applicando un’imposizione progressiva che esenti i ceti più deboli e non gravi eccessivamente su quel ceto medio che è l’unico in grado di muovere l’economia del Paese, introducendo prelievi sui grandi patrimoni immobiliari e finanziari.</p>
<p>Si dovrà capire come mai le liberalizzazioni non hanno diminuito i costi per i cittadini, ma li hanno aumentati; si dovrà capire come mai i carburanti aumentano subito all’aumentare del prezzo del petrolio, ma non diminuiscono allo stesso modo e con la stessa velocità quando il prezzo cala. Si dovrà avere il coraggio di gravare le compagnie petrolifere, permettendo a tutti i benzinai, e non solo a quei pochi liberi, di rifornirsi non dalla propria compagnia di riferimento ma ovunque il prezzo sia più conveniente. Il governo tecnico anche questo l’aveva promesso, ma non è riuscito a farlo. Se la deregulation ha prodotto effetti così negativi, non sarà meglio,tornare ad una politica di emergenza di prezzi amministrati dallo stato?</p>
<p>Liberiamo l’Italia dalla subalternità ai grandi gruppi finanziari ed economici internazionali. E se questi ci puniranno con manovre speculative sui titoli di stato, beh, allora valutiamo se riprenderci la nostra sovranità e la nostra moneta. Faremo <em>default</em>, ma dopo un’improvvisa, traumatica ma salutare svalutazione, l’economia riprenderà lo slancio del dopoguerra, i nostri prodotti torneranno competitivi sui mercati esteri, l’Italia richiamerà quei turisti che oggi ci preferiscono paesi meno cari, le nostre ditte non avranno bisogno di andare a produrre nei paesi dove la manodopera costa meno, l’edilizia ripartirà come bene rifugio contro l’inflazione. Senza il governo di una propria moneta, l’economia italiana mi appare incamminata verso un inarrestabile e rapido declino.</p>
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		<title>Siamo eterni 1</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 09:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Pensate che trasformazione avverrebbe se ci svegliassimo un giorno illuminati da un&#8217;improvvisa foglorazione, immersi nel battesimo di fuoco dello Spirito Santo che tutti attendiamo, e comprendessimo che siamo eterni! In un corpo che deperisce, in una mente, in una volontà, in una parte emotiva in continuo cambiamento, io sono eterno. Nel momento di tenebra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Pensate che trasformazione avverrebbe se ci svegliassimo un giorno illuminati da un&#8217;improvvisa foglorazione, immersi nel battesimo di fuoco dello Spirito Santo che tutti attendiamo, e comprendessimo che <strong>siamo eterni</strong>! In un corpo che deperisce, in una mente, in una volontà, in una parte emotiva in continuo cambiamento, io sono eterno. Nel momento di tenebra io sono sempre un punto di luce, nei momenti di disperazione capisco che ciò che avviene intorno a me mi riguarda perché lo sento, ma non incide nella parte eterna del mio essere. Allora, forse, il nostro vero io è questa parte eterna del nostro essere. Quando tutto il mutevole, tutto ciò che cambia e si trasforma sarà assorbito da questo centro eterno del nostro essere, allora <strong>saremo pienamente liberi</strong>: non avremo paura né della vita né della morte, né del successo né dell&#8217;insuccesso, né della bellezza, né della bruttura, ma saremo permanenti in qualcosa che è in noi ancora allo stato germinale e non è affiorato perché ci lasciamo prendere da tutte le forze che ci portano all&#8217;esterno&#8221;.</p>
<p>padre Giovanni Vannucci (un testo inedito pubblicato postumo in:  Giovanni Vannucci &#8220;<em>Cristo e la libertà</em>&#8220;, Fraternità di Romena, casa editrice, 2009)</p>
<p>Queste parole risuonano analoghe a quelle scritte da un altro mistico, il padre Johannes Kopp, che ha fatto dell&#8217;incontro fra Cristianesimo e Zen il grande obiettivo della sua vita: &#8220;Che fa un essere umano quando completamente e senza ombra di dubbio ed anche senza alcuna possibilità di dubitare diviene consapevole <strong>di essere infinito</strong>?&#8221;</p>
<p>Johannes Kopp (&#8220;<em>Così la neve al sol si disigilla</em>&#8221; Edizioni Appunti di viaggio, 2001)</p>
<p>Siamo esseri eterni,  angeli di luce che emanano dallo Spirito universale e a Lui ritornano dopo un percorso nel mondo della manifestazione, chiamati a depositarvi il seme luminoso che trasportiamo in noi. E&#8217; questo lo scopo del nostro viaggio: portare una scintilla per trasfigurare la terra ed i suoi abitanti. <em>&#8220;Così la neve al sol si disigilla</em>&#8220;: nella consapevolezza della nostra essenza eterna ed infinita, la nostra anima si libera dai legami e contempla la natura perfetta da cui proviene. E&#8217; questo il significato del &#8220;bacio&#8221; con cui si apre il Cantico dei Cantici, il manuale esoterico della mistica antica.
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		<title>&#8220;Non sarà meglio il default?&#8221; &#8211; 4</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 15:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Mario Monti Presidente del Consiglio abbiamo ritrovato un volto capace di rappresentare con dignità l&#8217;Italia all&#8217;estero.Ma al di là di questo non vedo cosa ci sia da stare allegri, perché la sua politica economica mi pare portarci diritti allo sfascio. Mi spiego meglio. Monti ha dichiarato che intende aumentare la tassazione indiretta, cioè l&#8217;IVA, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Mario Monti Presidente del Consiglio abbiamo ritrovato un volto capace di rappresentare con dignità l&#8217;Italia all&#8217;estero.Ma al di là di questo non vedo cosa ci sia da stare allegri, perché la sua politica economica mi pare portarci diritti allo sfascio. Mi spiego meglio.</p>
<p>Monti ha dichiarato che intende aumentare la tassazione indiretta, cioè l&#8217;IVA, a non quella diretta, cioè l&#8217;IRPEF. E così sta facendo. Ha aumentato la benzina e l&#8217;IVA sulla benzina e sugli altri prodotti. A ottobre scatterà un altro aumento dell&#8217;IVA di ben due punti, che ricadrà anche sul prezzo dei carburanti, dei servizi, degli alimentari, dei beni di consumo. L&#8217;aumento dell&#8217;IVA si tradurrà in nuova inflazione ed in un ulteriore colpo ai redditi bassi e medi. L&#8217;IRPEF, cioè la tassazione dei redditi, invece non aumenterà.</p>
<p>Perché invece di aumentare l&#8217;IVA non ha scelto di alzare le aliiquote più alte dell&#8217;IRPEF, cioè di aumentare le tasse ai ricchi? O di imporre loro una patrimoniale? Se i prezzi si gonfiano i ricchi non avranno comunque problemi. Se aumentiamo loro le tasse magari si arrabbieranno, ma non sarà un dramma. L&#8217;aumento dell&#8217;IVA per i redditi bassi sarà invece una catastrofe. L&#8217;esito? I ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri ed il ceto medio avviato alla povertà.</p>
<p>Monti fa dunque l&#8217;interesse del Paese o dei suoi ceti più ricchi? Certo da un governo i cui ministri dichiarano generalmente redditi milionari è difficile aspettarsi una tassazione più equa. Ma potrebbe esserci dietro anche il ricatto di Berlusconi, che si è sempre opposto a tassare i redditi alti ed alle patrimoniali: se Berlusconi stacca la spina, il governo Monti va a casa. Se la staccano Bersani o Casini si può invece rimediare.
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		<title>Nato da Donna</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 17:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Quando venne la pienezza del tempo, Iddio mandò il Suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge&#8221; (Galati, 4,4). L&#8217;unico accenno di Paolo alla madre di Gesù è questo: il Figlio di Dio nasce da una donna, arcano mistero dell&#8217;incarnazione. Nella lettera di Paolo viene usata la parola &#8220;donna&#8221;, in greco &#8220;gynè&#8221;, non quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quando venne la pienezza del tempo, Iddio mandò il Suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge&#8221; (Galati, 4,4).</p>
<p>L&#8217;unico accenno di Paolo alla madre di Gesù è questo: il Figlio di Dio nasce da una donna, arcano mistero dell&#8217;incarnazione.</p>
<p>Nella lettera di Paolo viene usata la parola &#8220;donna&#8221;, in greco &#8220;gynè&#8221;, non quella che indica una &#8220;vergine&#8221; (&#8220;partenos&#8221;).</p>
<p>Paolo non dà dunque peso alla questione del parto verginale di Maria, come invece Matteo e Luca i quali, comunque, scrivono dopo di lui.</p>
<p>Paolo vuole rimarcare il paradosso di un Dio che si incarna e nasce da una donna sposata, &#8220;gynè&#8221;, in una famiglia, che si fa cioè uomo fra gli uomini.</p>
<p>L&#8217;autore del vangelo di Matteo  vive in un ambiente vicino alla zoroastrismo, probabilmente la Siria.  Zarathustra aveva preannunciato l&#8217;avvento di un Salvatore nato da una vergine. Matteo, l&#8217;unico a narrare l&#8217;episodio dei Magi fra i vangeli canonici, vuol dimostrare che Gesù è il Salvatore nato da vergine, annunciato anche da Zarathustra e riconosciuto come tale dai magi persiani.</p>
<p>Sia a Paolo che agli evangelisti, canonici e apocrifi, il paradosso dell&#8217;incarnazione di un Dio appare fondamentale: perché se Dio può nascere da una donna, allora in ogni nato di donna è presente Dio. Ogni nato di donna può diventare Dio, fondendosi in Lui.
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		<title>Presentazione &#8220;Cavalieri del Mistero&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 17:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renzomanetti.com/public/blog/wp-content/uploads/2012/03/Locandina-Manetti2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-319" title="Locandina Manetti" src="http://www.renzomanetti.com/public/blog/wp-content/uploads/2012/03/Locandina-Manetti2-744x1024.jpg" alt="" width="470" height="646" /></a>
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		<title>Angeli e diavoli</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esoterismo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; “Tra le molte migliaia di angeli che si trovano nei vari mondi ci sono quelli che sono esistiti dall’inizio stesso del mondo, in quanto essi sono parte immutabile dell’Essere Eterno e dell’ordine fisso dell’universo. Questi angeli in un certo senso costituiscono i canali dell’energia attraverso i quali la grazia divina sale e scende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<em>Tra le molte migliaia di angeli che si trovano nei vari mondi ci sono quelli che sono esistiti dall’inizio stesso del mondo, in quanto essi sono parte immutabile dell’Essere Eterno e dell’ordine fisso dell’universo. Questi angeli in un certo senso costituiscono i canali dell’energia attraverso i quali la grazia divina sale e scende nei mondi.</em></p>
<p><em>Ma ci sono anche angeli che vengono costantemente creati di nuovo, in tutti i mondi…L’individuo  che prega o rivolge la mente verso il Divino,nel far ciò dà origine a un angelo, il che è come un protendersi da parte dell’uomo verso i mondi superiori. Questo angelo, legato nella sua essenza all’uomo che lo ha creato, vive tuttavia in una diversa dimensione dell’essere…</em></p>
<p><em>Proprio come ci sono angeli santi, formati e creati dal sistema del sacro, ci sono anche angeli distruttivi, chiamati demoni o diavoli, che sono le emanazioni di quel collegamento dell’uomo con quegli aspetti della realtà che sono l’opposto della santità. Anche in questo caso le azioni dell’uomo e il suo modo di vita, in tutti i suoi aspetti, creano degli angeli, ma essi sono di un altro tipo: questi sono angeli nemici</em>” (Adin Steinsaltz “La rosa dai tredici petali. Un incontro con la mistica ebraica”, Firenze, Giuntina, 2000).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mistica ebraica è capace di raggiungere profondità alle quali noi cristiani fatichiamo ad arrivare. Questo brano di Adin Steinsaltz ne è prova evidente. Le sue considerazioni ci aprono infatti un orizzonte nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La parola veicola l’energia del pensiero e possiede perciò una innata potenza creatrice. Questa potenza modifica il <em>continuum</em> spirituale in cui siamo immersi ed ha la capacità, se correttamente indirizzata, di modificare anche quello della materia. La preghiera interiore emana un’energia potente che, se trasportata dal suono della parola, diventa addirittura possente. Quando più voci in preghiera accordano i loro suoni, l’energia si amplifica ancora. Le preghiere che si avvalgono di formule sacre, come il rosario mariano, vanno recitate ad alta voce e, se si è in più d’uno, all’unisono. Allora non si tratta più di ripetizione meccanica di una formula, ma dell’emanazione di energia allo stato puro. Pensate a quanta energia si racchiude nella modulata sonorità del canto gregoriano.</p>
<p>Quando preghiamo recitando una formula sacra, cerchiamo dunque di farlo ad alta voce e contempliamo con l’occhio della mente i suoni che, trasformati in fiori angelici, ascendono alla loro dimora spirituale, recando inni di lode al loro Signore. Quando innalziamo la nostra preghiera per qualcuno, l’angelo che formiamo si reca da costui e lo investe della nostra energia. Quando preghiamo per qualcosa, l’angelo modifica il <em>continuum </em>spirituale, come l’onda muove la superficie dell’acqua, e lo spirito mosso dall’energia angelica può cambiare il sistema inesplicabile della causa e dell’effetto, alterare impercettibilmente ma significativamente lo spazio – tempo ed i rapporti stessi che regolano la materia. L’Amore veicolato dalla preghiera fa sì che lo Spirito modifichi la realtà, con effetti che la gente comune definisce “miracoli”.</p>
<p>Le parole dettata dall’ira o dall’odio, e ancor più le maledizioni, generano diavoli, dal greco <em>diaballo</em> cioè “divido”, e questi alterano consapevolmente l’armonia del <em>continuum</em>. Ma attenzione: questi diavoli si accaniscono anche contro chi ha dato loro vita. Una maledizione colpisce sempre chi la lancia e rompe l’equilibrio del suo essere, allontanandone lo spirito dal corpo. Lo spirito è infatti l’energia sottile che lega l’anima al corpo e se il legame si allenta l’anima non è più in grado di rigenerare, come avviene ad ogni istante, la vita nel corpo.</p>
<p>La credenza popolare secondo cui l’odio consuma è dunque vera: l’ira e l’odio generano diavoli che colpiscono non solo lo spirito, ma il corpo stesso di chi ha dato loro vita. Lo squilibrio fra spirito e corpo produce infatti tumori e malattie.</p>
<p>Al contrario ogni benedizione ricade anche su chi la impartisce e rinsalda l’armonia dell’essere umano, che è costituito dall’equilibrio fra anima, spirito e corpo. Questo triplice ritmo armonico è quello stesso dell’Eterno.
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		<title>La Lobby dei petrolieri</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; La lobby dei petrolieri è così potente da fermare anche le liberalizzazioni del governo Monti. Da quando è stato loro regalato il prezzo libero dei carburanti, con la scusa che la liberalizzazione avrebbe abbassato i prezzi favorendo la concorrenza, il costo della benzina è aumentato in modo incontrollato e immotivato. Che gli aumenti [...]]]></description>
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<p>La lobby dei petrolieri è così potente da fermare anche le liberalizzazioni del governo Monti. Da quando è stato loro regalato il prezzo libero dei carburanti, con la scusa che la liberalizzazione avrebbe abbassato i prezzi favorendo la concorrenza, il costo della benzina è aumentato in modo incontrollato e immotivato. Che gli aumenti siano immotivati, lo dimostra il fatto che il prezzo del gasolio in questi anni è salito più della benzina, nonostante che il costo di raffinazione sia inferiore e che, ovviamente, il barile di petrolio sia uguale qualunque prodotto se ne ricavi. Nessun governo durante questi anni è stato capace di impedire ai petrolieri di fare cartello e di imporre i loro prezzi, facendoli subito salire appena il barile aumentava ma senza diminuirli di conseguenza quando abbassava.</p>
<p>Dal canto loro i nostri improvvidi governanti, invece di tassare i ricchi, non hanno trovato di meglio per far cassa che tassare le case della gente comune ed alzare le accise sulla benzina, accise sulle quali non si sono vergognati di far pagare anche l’IVA, cioè di imporre una tassa sulla tassa e di aumentare perfino quella.</p>
<p>Ora, la forza di persuasione dei petrolieri si rivela in tutta la sua arroganza col marcia indietro del governo Monti, il quale aveva annunciato che i distributori non sarebbero più stati obbligati ad approvvigionarsi esclusivamente dalle loro case di riferimento, ma avrebbero potuto cercare il miglior prezzo sul mercato. Era questa l’unica sacrosanta, fra le finte liberalizzazioni proposte dal governo, quella che avrebbe consentito una seppur minima riduzione del prezzo dei carburanti. Ma i petrolieri non potevano tollerare una minaccia, anche se lieve, al loro cartello ed il governo ha chinato il capo obbediente. Hanno ragioni i distributori ad arrabbiarsi ed a minacciare dieci giorni di serrata. Hanno ragione da vendere. L’acquiescenza del governo ai petrolieri è uno schifo.
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		<title>Titanic e Costa Concordia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renzo Manetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il Titanic era ritenuto una nave inaffondabile, perché provvisto di paratie stagne trasversali lungo tutto lo scafo. Purtroppo i progettisti non avevano previsto la possibilità che il piroscafo impattasse con la fiancata contro l’iceberg e che questo l’aprisse come se fosse un apriscatole, procurando una lunga falla longitudinale che interessava molti dei compartimenti. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il Titanic era ritenuto una nave inaffondabile, perché provvisto di paratie stagne trasversali lungo tutto lo scafo. Purtroppo i progettisti non avevano previsto la possibilità che il piroscafo impattasse con la fiancata contro l’iceberg e che questo l’aprisse come se fosse un apriscatole, procurando una lunga falla longitudinale che interessava molti dei compartimenti.</p>
<p>La tragedia del Titanic sembra non aver insegnato nulla ai costruttori di navi. La Costa Concordia infatti ha subito la stessa sorte: lo scoglio l’ha aperta con una lunga falla longitudinale, rendendo impossibile fermare l’acqua. Se l’impatto fosse avvenuto solo con la prua probabilmente la nave non sarebbe affondata. Possibile che la concezione dei compartimenti stagni sia ancora quella del Titanic? Che una nave non possa avere compartimenti longitudinali oltre che trasversali?
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