Ringraziando Alex e Franco, pongo alla lettura il testo ricevuto da Franco Zappi che è stato inserito anche nel blog di Luigi Codemo.
Caro Alex,
ti ringrazio per avermi inviato il 7 giugno alcuni stimolanti estratti del Blog dell’amico Renzo Manetti imperniati sull’annosa diatriba su gnosi, esoterismo, iniziazione…
Come già sottolineavamo nel 1992 con P. Goffredo è impossibile capirci senza un comune linguaggio alla cui scomparsa (o almeno alla cui degenerazione) ha forse contribuito anche l’abolizione da parte della Chiesa del linguaggio della Liturgia e del Mistero per sostituirlo col linguaggio dell’omelia o della liturgia della parola. Da quando la battaglia della “lingua universale” è stata persa, non ci resta ormai che continuare a cantare con Mina e Alberto Lupo: Parole, parole, parole, …
Se per esoterismo s’intende magia, occultismo, individualismo elitario intellettuale, patrimonio riservato a pochi “perfecti” riconosciuti con pseudo iniziazioni, titolari di una gnosi di superiori insegnamenti occulti, …. nasce un tipo di giudizio.
SeUltimos anos la ruleta se convirtio en la etiqueta del jugar casino gratis y cuando hablamos por el casino la primer cosa por que pensamos es la ruleta. invece, “cristianamente”, per esoterismo s’intende l’assimilazione silenziosa, mistica, critica e prudente di vari segmenti (per noi significanti) che ritroviamo nelle vie sapienziali con cui la Provvidenza intende arricchirci (non sono venuto a chiamare i giusti (quelli che si considerano “perfecti”), ma i peccatori (i “piccoli” di pregiudizi) Mt 9, 13)… facendo nostri i Sacramenti dell’iniziazione cristiana che la gnosi gerarchica ci trasmette assieme all’ascolto della gnosi della realtà effettuale dei “piccoli” …. il giudizio sarà totalmente diverso.
Avendo verificato, oltre ai vostri, anche l’acume e l’evidente buona fede di tutti gli interventi (mezzaBarba, SorannaroS, Luigi Codemo e Puddu) mi sembra di assistere all’antica, iniziale babele delle nostre riunioni in occasione di ogni nuova conoscenza, prima che ci si accorgesse che lo Spirito ci aveva congregato per diversitatem linguarum cunctarum,….. in unitate Fidei. [Questa antica antifona a pag. 1837 del mio Liber Usualis però dimostra che forse non è mai esistito, neanche nel medioevo cristiano, un linguaggio comune! Penso anche agli scismi e alle rispettive scomuniche … ma spesso dipendeva anche allora da difficoltà di traduzione, di comunicazione…??]
Che dirti? Trovo giustificati quasi tutti gli et-et che sono emersi anche se ne condivido pochi. Non perché li “giudichi” sbagliati ma semplicemente perché, come sai, non rientrano ancora nelle mie capacità d’interesse.
La via simbolica
Per quanto riguarda la Via dei Simboli, ho sempre avuto delle perplessità sulla volontà di “interpretarli” perché se perdono la propria anarchia significante (la loro polivalenza di singola fiammella pentecostale di luce, sale e lievito) si riducono a semplici “segni” uni-formanti che rinviano e confermano il potere di cose già note… e allora scattano le intolleranze e le “multe” come coi “segni” stradali! Il mio interesse è ancora solo emozionale in quanto m’intriga talora la dimensione estetica e sempre la dimensione della “memoria” d’amicizie di veri cultori di questa “via iniziatica”. Ripenso a don Pericoli di fronte al Portale di San Fortunato a Todi, a P. Goffredo e ai suoi studi sulla luce e sulle dimensioni della Gerusalemme Celeste nelle Abbazie cistercensi, per finire a Renzo in cui ho riscontrato lo stesso dono fin dal suo Desiderium Sapientiae.
A te e a me (che eravamo gli unici confratelli templari presenti alle esequie di P.Goffredo all’Abbazia di Casamari durante la struggente Liturgia Defunctorum cantata dai numerosi cistercensi presenti), la dignità di questa Via sapienziale, fu ribadita dall’Abate Generale Mauro che concluse la sua omelia sottolineando come P.Goffredo , suo coetaneo ed amico, abbia svolto il “mestiere” del monaco (che consiste nella “ricerca di Dio”) rimanendo sempre fedele al monito di Luca 19,40: se i miei discepoli taceranno, grideranno le pietre!
Tutto ciò che è exoterico ha anche una dimensione esoterica
Condivido poi anche in parte i timori di SorannaroS che, come ha notato qualcuno, esprime la nostalgia al ritorno uterino col palindromo scelto. Anch’io in fondo rimpiango i bei tempi in cui bastava obbedire ai “precetti” della Chiesa e attenersi ai “doveri del proprio stato”, in cui vigeva il rassicurante e meno impegnativo Roma locuta e la libertà di pensiero era considerata deliramentum (sic!…???).
Non saprei dire con precisione quando tutto questo ha cessato d’essere necessario e sufficiente. So che sempre più spesso anche all’interno della nostra Congregazione templare cistercense (che voleva riproporre all’interno della Chiesa i principi sostenuti da San Bernardo), siamo stati costretti a nutrire la nostra fede bambina con cibo da adulti; a dover essere pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi secondo la I° Lettera di Pietro (3, 15).
Questo da un parte (per la nostra ignoranza o per la debolezza mediatica della nostra cultura) ci ha lasciati impreparati di fronte ad offensive di vari tipi, dall’altra ci ha coinvolto in svariate e spericolate letture di cui si è riempito il supermercato del sacro negli ultimi anni. Amo ripetere che non credo perché è dogma ma che è dogma perché lo credo in unione con 2000 anni di cervelloni che hanno arricchito il Corpo Mistico. Spesso parlando con chi si è nutrito di queste svariate e spericolate letture ho l’impressione che cerchino di districarsi tra dogmi molti più numerosi e contorti dei miei.
Senza rimpiangere gli imprimatur di un tempo e il nihil obstat censorio, è indubbio che siamo rimasti nudi coi nostri dubbi e che da più parti si avverte il bisogno di veri apologisti, di maestri di spirito con cui confrontarci per non rinchiuderci né in rigidi integralismi di ritorno né in precarie ricerche di junk (spazzatura genetica) o di discorsi vacui: haques ledivrê- ruah (c’è fine a discorsi d’aria? Gb 16,3).
Anche perché nessuna via (simbolica, cognitiva, di grazia, iniziatico-origianaria, antropologica, ecc.) ci può garantire sicurezze, nemmeno il ritorno alla casa del Padre, alla via ordinaria della dottrina exoterica cattolica che se da una parte ci risulta meno devastante e compensa la nostra insufficienza culturale in tanti confronti, dall’altra non può garantirci nessuna tranquillità. Anche se la Croce e l’Eucaristia sono culti pubblici e sono la confutazione d’ogni sapere iniziatico, se sono realtà che squarciano il velo del Tempio (e con la Resurrezione anche il velo del tempo), resta comunque un problema assolutamente esoterico se il Sangue e la Croce che abbiamo accettato exotericamente ci varranno esotericamente come salvezza o condanna.
Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli? (Ap 5,2)
I Vangeli e il Magistero della Chiesa da sempre ci ricordano le diverse dimensioni dell’essere e considerano dia-bolica la ’separazione’ tra le varie componenti, il privilegiarne alcune a scapito di altre. E’ questa ‘disarmonia’ che viene definita ‘peccato’. Una cosa per me è certa: non ci è permesso di essere pigri durante questo tipo di vita che ci è stato donato con la scadenza ad orologeria. Dobbiamo vegliare e pregare col Cristo con il duplice impegno di:
1- fare fruttare i talenti (= i carismi) che è aspirazione-dovere esistenziale d’ogni uomo etsi Deus non daretur come ci ricorda Dante (INF. Canto XXVI 119-20, 124-25):
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza
per cui
.. volta nostra poppa nel mattino,
dei remi facemmo ali al folle volo.
2- con la consapevolezza del ‘limite’ che a un certo punto ci impone l’affidamento alla Grazia.
State contenti, umana gente, al quia;
ché se possuto aveste veder tutto,
mestier non era parturir Maria. (PURG. Canto III, 37-39)
Contare solo su 1- (sui talenti ) è ‘presunzione’; contare solo sul 2- (sull’affidamento alla Grazia ) è ‘tentare lo Spirito’.
Gesù che ci ha voluti amici e non schiavi, che ci ha lasciato lo Spirito, che si è dichiarato unico nostro Maestro e Sacerdote, non vuole una sequela di cieca ‘obbedienza’. In fondo l’obbedienza è il frutto di una disciplina che nasce da una formazione che comincia dai Sacramenti dell’iniziazione cristiana per continuare in una inesausta Cerca iniziatica attorno alla Parola che non è un idolo imbalsamato per sempre ma che invece è sempre scritta a 2 mani (parola di Dio e parola dell’uomo che lo interpreta). Già ai suoi tempi, San Gregorio Magno, conscio che una cosa ha detto l’Eterno, due ne abbiamo sentite (Salmo 61,12), aveva constatato, con lucida intuizione, che la scriptura crescit cum legente. L’obbligo di sfruttare i talenti richiede quindi un “personale” sforzo gnostico, nella speranza di congregare validi amici e maestri sul nostro Camino con cui stabilire prudenti confronti esoterici all’interno della ‘pratica’ exoterica della religione in cui siamo stati iniziati: ortodossia da coniugare all’ortoprassi. Troppo volte infatti ho riscontrato che l’esoterismo diviene alibi per giustificare comportamenti morali da cui emerge che diabuli virtus in lumbis est come diceva Al Pacino ne L’avvocato del diavolo.