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La Lobby dei petrolieri

January 20th, 2012 | 1 comment

 

 

La lobby dei petrolieri è così potente da fermare anche le liberalizzazioni del governo Monti. Da quando è stato loro regalato il prezzo libero dei carburanti, con la scusa che la liberalizzazione avrebbe abbassato i prezzi favorendo la concorrenza, il costo della benzina è aumentato in modo incontrollato e immotivato. Che gli aumenti siano immotivati, lo dimostra il fatto che il prezzo del gasolio in questi anni è salito più della benzina, nonostante che il costo di raffinazione sia inferiore e che, ovviamente, il barile di petrolio sia uguale qualunque prodotto se ne ricavi. Nessun governo durante questi anni è stato capace di impedire ai petrolieri di fare cartello e di imporre i loro prezzi, facendoli subito salire appena il barile aumentava ma senza diminuirli di conseguenza quando abbassava.

Dal canto loro i nostri improvvidi governanti, invece di tassare i ricchi, non hanno trovato di meglio per far cassa che tassare le case della gente comune ed alzare le accise sulla benzina, accise sulle quali non si sono vergognati di far pagare anche l’IVA, cioè di imporre una tassa sulla tassa e di aumentare perfino quella.

Ora, la forza di persuasione dei petrolieri si rivela in tutta la sua arroganza col marcia indietro del governo Monti, il quale aveva annunciato che i distributori non sarebbero più stati obbligati ad approvvigionarsi esclusivamente dalle loro case di riferimento, ma avrebbero potuto cercare il miglior prezzo sul mercato. Era questa l’unica sacrosanta, fra le finte liberalizzazioni proposte dal governo, quella che avrebbe consentito una seppur minima riduzione del prezzo dei carburanti. Ma i petrolieri non potevano tollerare una minaccia, anche se lieve, al loro cartello ed il governo ha chinato il capo obbediente. Hanno ragioni i distributori ad arrabbiarsi ed a minacciare dieci giorni di serrata. Hanno ragione da vendere. L’acquiescenza del governo ai petrolieri è uno schifo.

Titanic e Costa Concordia

January 20th, 2012 | Commenti

 

Il Titanic era ritenuto una nave inaffondabile, perché provvisto di paratie stagne trasversali lungo tutto lo scafo. Purtroppo i progettisti non avevano previsto la possibilità che il piroscafo impattasse con la fiancata contro l’iceberg e che questo l’aprisse come se fosse un apriscatole, procurando una lunga falla longitudinale che interessava molti dei compartimenti.

La tragedia del Titanic sembra non aver insegnato nulla ai costruttori di navi. La Costa Concordia infatti ha subito la stessa sorte: lo scoglio l’ha aperta con una lunga falla longitudinale, rendendo impossibile fermare l’acqua. Se l’impatto fosse avvenuto solo con la prua probabilmente la nave non sarebbe affondata. Possibile che la concezione dei compartimenti stagni sia ancora quella del Titanic? Che una nave non possa avere compartimenti longitudinali oltre che trasversali?

Epifania

January 7th, 2012 | Commenti

 

Maria è la grotta di Betlemme, il luogo profondo dell’anima in cui nasce il Cristo.

Per questo l’iconografia tradizionale la vede vestita di rosso sotto un manto blu. Il colore blu è infatti allegoria della notte e dell’oscurità, sotto la quale si cela la veste rossa regale, simbolo del compimento dell’Opera e del Bambino Re.

A questo piccolo Re, il cui potere è immenso, i Magi offrono i loro doni.

I saggi si inchinano dinanzi alla luce della Sapienza.

Sono arrivati a contemplarla dopo un cammino lungo e pericoloso, attraverso il deserto interiore, guidati solo dal tenue miraggio di un bagliore nel cielo notturno della loro anima.

Un pessimo auspicio

January 5th, 2012 | Commenti

A Firenze si sta sgretolando l’antica colonna dell’Abbondanza posta nel cuore della città.
Gli antichi ne avrebbero tratto un auspicio adeguato ai tempi…

Non sarà meglio il “Default”? – 3

January 3rd, 2012 | Commenti

 

Il Presidente del Consiglio Monti ha garantito agli Italiani che non ci saranno altre “manovre” finanziarie.

E’ una Bugia.

La riforma del Catasto che sta mettendo in cantiere è una manovra ancora più importante di quella appena varata e si tradurrà in una tassazione assai più pesante.

Per l’IMU (la tassa sulla casa) la rendita verrà adeguata i valori degli affitti, che nelle grandi città sono ben aumentati dagli anni dell’ultima revisione catastale. Forse verranno ridotte un po’ le aliquote ma c’è da scommettere che i ceti medi e medio bassi pagheranno ancora. Del resto quella appena approvata è stata una manovra “salva ricchi”, più che “salva Italia”, tanto è vero che le aliquote per chi possiede numerose case sono identiche a quelle di chi possiede solo una seconda casa. Non sono pochi gli Italiani che hanno una seconda casa in campagna o al mare senza essere ricchi. Ma chi ha decine di case pagherà la stessa cifra di chi ne ha solo due.

 

La stangata ancora più forte avverrà tuttavia nelle compravendite di case. In questo caso la rendita catastale verrà infatti adeguata al valore di mercato (e non degli affitti) e sappiamo bene che siamo di fronte a importi come minimo doppi o tripli di quelli catastali. Ebbene, se compriamo casa da un privato, paghiamo l’imposta di registro sulla base del valore catastale (beninteso con un coefficiente di rivalutazione, se no sarebbe troppo facile). Bersani ci impose di dichiarare nei contratti anche il valore reale, di modo che oggi l’Agenzia del Territorio possiede una banca dati aggiornata dei valori reali, ed a questi adeguerà facilmente le rendite. Così chi dovrà comprare casa pagherà un’esagerazione di tasse. Il che deprimerà ancora di più un mercato già in crisi e renderà l’acquisto della casa sempre più lontano dal cittadino medio. Qui infatti non si tratta dell’IMU, ma di un’imposta che varia dal 4% per la prima casa al 10% per la seconda, e sui valori di mercato queste percentuali voglion dire decine di migliaia di euro.

Sarà allora avvantaggiato chi comprerà da un’impresa ? In questo caso infatti già oggi la vendita è assoggettata ad IVA sul valore reale e non su quello catastale. Ma hanno pensato anche a questo, infatti l’aumento delle aliquote IVA comporterà aumenti di migliaia di euro.

In Italia la ripresa non ci sarà mai se non riparte l’edilizia, da sempre il volano dell’economia. Le case sono forse l’unica cosa, a parte il sole, il mare e la cultura, che non può essere prodotta in Cina. Dobbiamo agevolare le compravendite, non penalizzarle.

Ma questo è un governo di ricchi e di banchieri e pensa solo a salvare le rendite. Mi spiegate cosa serve imporre il conto corrente per riscuotere la pensione? Non a combattere l’evasione fiscale, perché i pensionati la pensione non la prendono certo a nero, nemmeno se in contanti. Serve solo a far guadagnare più soldi alle banche e al mondo finanziario.

Festa della Madre di Dio – Theotokos

January 1st, 2012 | Commenti

 

“Vergine Madre, figlia del Tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritate, e giuso, intra i mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre,

sua disianza vuol volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre

a chi domanda, ma molte fiate

liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,

in te magnificenza, in te s’aduna

quantunque in creatura è di bontate”.

 

(Par. XXXIII, 1- 21)

 

Dante ha colto il paradosso sublime della figura di Maria, la Madre di Dio. Ella è l’unione dei contrari: la figlia del suo figlio, la più umile ma allo stesso tempo la più alta fra le creature, l’inamovibile culmine temporale di un Pensiero atemporale. Ella è la coincidentia oppositorum, il luogo soprannaturale nel quale gli opposti si fondono, la materia e lo spirito si sposano, il cielo e la terra si congiungono, il tempo e l’eternità si saldano. Ella sconfigge il divisore, il diavolo, che di fronte a Lei perde il suo potere. Fuori del tempo, eppure nel tempo, fuori dello spazio, eppure nello spazio, nell’oscurità feconda di una grotta spirituale, Maria Anima genera il Figlio dell’Uomo, di fronte al quale le divisioni e le limitazioni dello spazio tempo si sgretolano, nel Nome del quale ogni ginocchio si piega, in Cielo, sulla terra e nell’inferno.

Su Antonio Di Pietro

December 30th, 2011 | 1 comment

I discorsi di Antonio Di Pietro sono sempre molto indicativi, perché dei congiuntivi non sospetta neppure l’esistenza.

Stamani a Radio 1 ho avuto il dispiacere di ascoltare un brano di una sua intervista nella quale, paragonando Monti a Berlusconi, ha affermato che come un imbonitore televisivo il secondo “anticipava i provvedimenti prima che li faceva” (sic).

E’ vero che il livello culturale dei nostri parlamentari, nominati dai partiti e non eletti, è inesistente, ma per entrare in Magistratura non c’è un esame di italiano?

La grotta dove nasce Cristo

December 25th, 2011 | Comments Off

La tradizione vuole Gesù nato in una grotta.

Ma i vangeli canonici non ne parlano. Luca scrive che Maria depose il bambino in una “mangiatoia” (II,7, 12 e 13), senza specificare il luogo, Matteo parla di una “casa”, nella quale si recano i Magi (II, 11). Marco e Giovanni non ne parlano affatto.

Molti vangeli apocrifi sono invece concordi nella descrizione di una grotta. Così il protovangelo di Giacomo  (XVIII,1 e  XIX,2) ed il vangelo dell’infanzia arabo-siriaco (II,2 – III,1 – IV,1) parlano di una grotta nella quale si diffonde la luce del Cristo nato. Il vangelo dell’infanzia armeno descrive dettagliatamente la grotta (VIII,6): “abbastanza grande, dove dei pastori e dei contadini, che lavoravano nei dintorni,si riunivano e mettevano al riparo le loro greggi. Essi vi avevano anche fabbricato una mangiatoia per il bestiame, in cui davano da mangiare ai loro animali.Ma in quel momento i pastori e i bovari non c’erano perché era inverno”. Ecco dunque la mangiatoia di cui parla Luca.

Il vangelo dello Pseudo Matteo ci rivela, con parole di grande suggestione, che questa grotta ha in realtà un significato simbolico  (XIII,2):  quando arrivò il momento del parto, un angelo ordinò a Maria “di entrare in una grotta sotterranea, in cui non c’era mai stata luce,ma sempre tenebre,perché non riceveva affatto la luce del giorno. Ma all’ingresso di Maria tutta la grotta cominciò ad avere splendore e a rifulgere tutta di luce, come se vi fosse il sole. La luce divina illuminava la grotta come se lì fosse l’ora sesta del giorno, e là queste luce divina non venne mai meno, né di giorno né di notte, finché Maria rimase là”.

La grotta è dunque un’allegoria esoterica.

Cristo nasce nel profondo della terra, in un luogo dove non è mai arrivata la luce, come il seme del grano che germoglia nell’oscurità.

Cristo nasce nel profondo della terra interiore di ciascuno di noi, nella tenebra dell’indifferenza, dell’ignavia, dello scetticismo, dell’abitudine, della depressione, della paura.

Cristo nasce quando, discesi in questa terra oscura, al centro del labirinto di noi stessi abbracciamo Maria, allegoria dell’anima, la nostra forma di luce, l’immagine dell’Intelligenza creatrice.

E’ allora e solo allora che Cristo nasce da Maria e la nostra triplice totalità, corpo, spirito ed anima, si trasmuta e si fonde nel figlio di Dio.

Una tradizione natalizia persa

December 20th, 2011 | Commenti

 

 

Mio nonno era cliente della Cassa di Risparmio di Firenze. Così mio padre, così io. Per tre generazioni i giorni della mia famiglia, come quelli di molti fiorentini,  sono stati scanditi dall’agenda e dal calendario che la Cassa regalava per Natale ai suoi clienti.

Poi la banca è stata ceduta ad Intesa San Paolo.

Quest’anno la tradizione antica del calendario e dell’agenda è stata bruscamente interrotta. Per risparmiare, dicono…

Non pensavo che Intesa San Paolo, nonostante le attenzioni e le provvidenze del governo Monti al sistema bancario italiano, versasse in acque così tragiche.

Non sarà meglio il “Default”? – 2

December 12th, 2011 | 2 comments

Sul Corriere della Sera del 9 dicembre leggo un articolo di Mario Sensini che conferma quanto scrivevo nel post precedente.

Dice dunque Sensini: “Tra la crisi del governo Berlusconi e la nascita del nuovo esecutivo, l’impennata dei tassi ha prodotto una maggior spesa accertata per gli interessi sul debito, nel prossimno triennio,di 23 – 24 miliardi“.

Mi sembra che la manovra economica del governo Monti sia dell’ordine dei 25 miliardi di nuove entrate. Il conto dunque è facile: servirà giusta giusta a pagare gli interessi imprevisti, ma il debito rimarrà quello.

Serviranno ancora manovre, ancora tasse e questo aggraverà la recessione. La crisi si avviterà su se stessa, come un cane che si morde la coda:  sfiducia dei mercati e tassi in crescita, nuove tasse per pagare i nuovi interessi senza riuscire a ridurre l’indebitamento.

Fino a che l’edificio fragile dell’euro finirà per sgretolarsi e noi rimarremo dissanguati e senza fiato. Non sarebbe meglio farlo crollare ora a lasciarci un po’ di fiato in corpo?