Un itinerario interiore

In tanti ormai da anni mi chiedono quando scriverò il seguito de Il Segreto di San Miniato. Pensavo che col passare del tempo l’interesse si affievolisse, perché la prima edizione fu pubblicata alla fine de 2006. Invece le richieste continuano. Ed io sempre rispondo: quando sarà il momento.

In realtà non so se quel momento arriverà mai.

Si, forse un altro romanzo lo scriverò, ma Il Segreto di San Miniato è un’opera completa che non può avere un seguito, perché il seguito è nell’esperienza interiore di ciascuno di noi.

Il libro nacque dalla volontà di offrire una sintesi del pensiero esoterico del Medioevo occidentale, sotto forma di racconto. Ma divenne molto di più. Divenne la narrazione di un viaggio, lungo quanto un’esistenza, alla ricerca del segreto della vita. Il racconto scivola via, avvincente mi dicono, e il libro può piacere solo per quello. Ma dentro il racconto si racchiude un livello più profondo. Chi lo legge non si limiti all’epidermide ma si inoltri nell’interno della mia e della sua terra, alla ricerca dell’occultum lapidem.

Mentre scrivevo il romanzo, pubblicai due brevi testi, sul periodico Il Governo delle Cose, che avrebbero spiegato il senso di alcune parti de Il Segreto di San Miniato: si tratta di Fatima. L’abbraccio della Madre universale e de La Porta del Verbo: nel numero 32 del 2001 il primo, nel n.33 del 2004 il secondo,

Poi, siccome ormai quei numeri erano difficilmente trovabili, li ho trascritti in seguito anche su questo blog. Forse leggendoli si capirà perché Il Segreto di San Miniato non può avere un seguito.

 

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